QUADERNI: LA RUBRICA DEI GENITORI

l’AGE continua la ricerca di nuovi spazi ove le idee e le esperienze sulla genitorialità possano trovare facile ospitalità

Per questo abbiamo pensato a QUADERNI, una rubrica on-line che raccoglie riflessioni, commenti e racconti di vita familiare.
E’ il Quaderno dei genitori scritto dai genitori con contributi ispirati da una serie di suggestioni: la gelosia fra fratelli; le tensioni e gli scatti di rabbia; la televisione, il computer, i video giochi; il tormento dei compiti, le interrogazioni, il rendimento scolastico; il tempo libero; i bisogni e le pressanti richieste; le paure e le continue preoccupazioni; l’impegno per la famiglia e fuori; le amicizie, il gruppo; i sentimenti e la scelta del partner; la sessualità; il motorino e il telefonino; gli orari di rientro; il rapporto con il cibo, il corpo, il fumo e l’alcool; l’uso del denaro; e altro ancora.
Come funziona? I genitori scelgono una o più tracce, ci scrivono una pagina della loro storia e poi ce la inviano (agesenigallia@age.it). I contributi sono autentici ed anonimi.
Il primo contributo che pubblichiamo appartiene ad un genitore che ha aderito con curiosità a questa iniziativa. Altri seguiranno, e ci si augura che questo piccolo patrimonio di riflessioni e di esperienze possa suggerire qualche strada possibile al genitore in difficoltà.

Le pressanti richieste

Alla mia figlia minore, quando aveva sette anni, venne il desiderio di farsi fare i buchi alle orecchie per gli orecchini; l’idea piacque anche alla maggiore, e così cominciarono insieme a chiedere che venisse realizzato il loro desiderio. Si temporeggiò per un pò, poi si decise che la cosa sarebbe stata realizzata per ambedue a undici anni, come una specie di premio dopo l’esame di quinta.

La grande vide, quindi, quasi subito realizzato il suo desiderio, la piccola dovette aspettare: ma molti piccoli eventi da noi sono stati organizzati così, in modo che il beneficio giungesse alle due sorelle alla stessa età, viaggi-premio, telefonino, molto più tardi il posta-pay. Ad undici anni finalmente fu completata l’operazione anche per la più piccola, con soddisfazione, ma anche con qualche problema di infezione al lobo che si ripetè varie volte. Dopo un po’ la ‘piccola’ non più tanto piccola chiese di potersi far fare un secondo buco in uno dei due lobi, con la giustificazione che l’asimmetria degli orecchini avrebbe rispecchiato l’asimmetria della sua personalità. La spiegazione, più che la richiesta in sé, era piuttosto sconcertante, anche perché la ragazza di ‘irregolare’, nonostante le sue sfuriate e la maglietta con lo slogan “non mi avrete mai come volete voi”, aveva in realtà ben poco; quindi la cosa ci appariva come uno sfizio, più che come un’esigenza della personalità, e dicemmo che non le avremmo impedito di farlo, ma che la cosa non ci trovava d’accordo e avrebbe dovuto realizzarla a sue spese e senza la nostra approvazione.

Non fu per nulla contenta della risposta: l’approvazione familiare (anche la sorella maggiore blandamente la scoraggiava) le appariva importante, se non proprio necessaria; questo ‘assumersi la propria responsabilità’ non le piaceva proprio. Ci pensò, ne riparlò un’infinità di volte, pretendeva questo assenso che non veniva. Alla fine prese coraggio e si fece fare il buco, anche se temeva che “le avremmo tolto il saluto”; dopodiché non se ne parlò più. L’asimmetria della sua personalità , se poi tale era, non ne fu né aumentata né diminuita.

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