QUADERNI: I REGALI DI NATALE

Educare bambini e adolescenti al buon uso del denaro non è certo cosa semplice! Se si considera poi che, anche in quest’ambito, l’educazione realmente efficace è soltanto quella dell’esempio degli adulti, la questione si fa ancor più complessa.
Di particolare interesse è il libro I soldi non cadono dal cielo edito dalla Elledici, dove l’autrice, Karin Arndt, oltre a proporre una riflessione a genitori ed educatori, presenta percorsi, strategie, giochi da realizzare con i più piccoli.

Karin Ardnt parte dal presupposto che ogni genitore per educare il proprio figlio ad un corretto uso del denaro deve avere lui stesso un buon rapporto con il denaro, sottrarsi ai giochi di mercato, non lasciarsi irretire dalla pubblicità e dalle banche sempre pronte ad allungare una mano per offrire aiuto e l’altra mano per ottenere consistenti profitti. “Tutti noi – scrive l’autrice – soffriamo di una mancanza di sovranità nei confronti del tempo e del consumo. Questo vuol dire: non siamo in grado di sviluppare uno stile di vita determinato da noi. E non siamo nemmeno in grado di consumare secondo i nostri valori, le nostre idee e i nostri desideri, così come non siamo in grado di rinunciare al consumo. Non riusciamo a sfuggire alla manipolazione di cui siamo oggetto tutti i giorni. Eppure forse basterebbe cominciare solo con un po’ di analisi critica e di riflessione”.

I bambini, fin da piccoli, vanno educati ad atteggiamenti critici nei confronti del mercato in generale, soprattutto della pubblicità, dalla quale assorbono come spugne memorizzando qualunque informazione. Ad esempio dimostrare ad un bambino che tra un oggetto presentato alla televisione e lo stesso nel negozio vi è una evidente differenza nelle dimensioni, nel colore, in altre caratteristiche, è un buon punto di partenza per spiegare le regole della pubblicità e gli obiettivi che essa si prefigge, primo tra tutti quello di convincere i telespettatori della bontà di quell’acquisto.

Secondo l’autrice è fondamentale che i genitori parlino apertamente con i propri figli della loro situazione economica, rendendoli partecipi delle decisioni che coinvolgono tutta la famiglia: così facendo i bambini si sentiranno importanti e svilupperanno solidarietà e comprensione nei confronti dei propri genitori. A tal proposito la Ardnt, nell’ultima parte del testo, propone delle tecniche per coinvolgere i bambini nell’economia domestica, riportando testimonianze di giovani ed adulti.

La lettura di questo testo nelle settimane che precedono il Natale è particolarmente stimolante e consigliabile. Mentre tanti si accalcano nei negozi, nei centri commerciali, alla ricerca del regalo eccezionale… mentre almeno una volta al giorno i vari tg trasmettono servizi speciali proponendoci le novità sotto l’albero, la vacanza ideale, il menù per i vari cenoni…interrogarci sul nostro rapporto con il denaro, aprire gli occhi sulla società consumistica in cui siamo immersi e acquistare una maggiore criticità nei confronti di tutto ciò che il mercato ci propina in mille modi, è il punto di partenza per verificare come stiamo educando i nostri figli al buon uso del denaro.

Nascono a questo punto dei dubbi, ai quali forse si dovrebbero trovare risposte non individuali ma comuni: quale effetto hanno sui piccoli, ad esempio, le numerose trasmissioni televisive nelle quali si vincono milioni digitando un numero sulla tastiera del telefono, oppure indovinando il titolo di una canzone o il numero di fagioli contenuti in un barattolo? “Ma perché mio padre lavora tutto il giorno per guadagnarsi di che vivere, quando basterebbe sollevare la cornetta o partecipare ad un quiz televisivo?

Chissà in quante famiglie italiane tra le 19 e le 20, nell’ora di punta dei vari quiz, i bambini rivolgono simili domande ai propri genitori! E’ la televisione la vera agenzia educativa dei nostri figli! E’ molto più forte la voce della televisione che la nostra… questa purtroppo è la realtà! L’importante è esserne consapevoli e capaci di creare un’educazione alternativa.

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