QUADERNI: IL GIARDINO DI NESSUNO

Il contributo della mamma che riportiamo tratta del problema della pulizia dei giardini pubblici, dominio spesso incontrastato di persone maleducate e scarsa coesione sociale.

Spesso, porto il mio bambino a giocare nel piccolo parco di Via Rovereto dove risiede anche un bocciodromo e l’asilo nido “Le Mimose”. E’ un bel giardino, ben arredato con vari giochi, tavoli e panchine. Mentre mio figlio scorazza in lungo e largo trascorro il mio tempo lavorando a maglia o leggendo un giornale. Come me, alcuni gruppi di ragazzi si riuniscono per giocare a pallone, oppure, seduti sulle panche, mangiano e bevono qualcosa.

Purtroppo, devo constatare che questi ragazzi, quando vanno via, lasciano sempre dietro di sé molta sporcizia, fatta di cicche, carte di caramelle e merendine. Ma oggi ho visto di peggio: tutti i vassoi e le bottiglie vuote di una cena consumata la sera prima giacevano un po’ sul tavolo un po’ per terra.

Non entro nel merito dell’educazione che hanno ricevuto questi ragazzi ma mi chiedo, piuttosto, come è possibile evitare questo genere di spettacolo.

La cura dei nostri giardini non riguarda solo la potatura delle piante o il taglio dell’erba da parte dei nostri amici di colore e neanche può essere affidata alle forze dell’ordine che chiamiamo subito quando troviamo una siringa abbandonata sotto il cespuglio.

Dei giardini si preoccupano tutti quelli che li frequentano: noi che ci andiamo con nostri bambini, gli abitanti delle case che vi si affacciano, gli ospiti sedentari od occasionali delle strutture che vi risiedono, come il bocciodromo che sembra non avere alcuna relazione con l’esterno (bella struttura, ampio parcheggio).

Insomma, la sensazione è che questo fazzoletto di terra non appartenga a “nessuno” o meglio appartenga solo a quelli che ce lo lasciano sporco.

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LA SCUOLA DEI GENITORI DI SERRA DE’ CONTI: LA TAVOLA ROTONDA

La Tavola Rotonda che si è tenuta sul rapporto Scuola, Famiglia e Organizzazioni del Territorio era l’ultimo dei quattro incontri della Scuola dei Genitori di Serra dè Conti promossa dall’AGE, dall’Azione Cattolica e dal Comune.

Erano presenti, oltre ai genitori iscritti, una referente dei Servizi Sociali, il Dirigente dell’Istituto Comprensivo di Arcevia e alcuni rappresentanti di società sportive e dell’Oratorio.

Chi ha dato il “la” è stato il Presidente del Consiglio d’Istituto che ha esposto alcune problematiche vissute dai genitori quando provano a dialogare con le Istituzioni Sono emerse alcune questioni delicate.

La Scuola.
C’è la necessità di inserire all’interno degli Organi Collegiali genitori immigrati, in quanto la loro presenza assume una particolare importanza in relazione all’aumento del numero di bambini di nazionalità diverse.

Il passaggio dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado non è spesso indolore dato che i bambini sentono di essere accolti dai prof della media in un modo non sempre adeguato.

La partecipazione dei genitori a quello che succede a scuola è sempre legata ad un interesse egoistico e mai diffuso, ossia ricadente sugli altri genitori. Inoltre, è molto evidente lo scollamento tra gli organi decisionali della scuola e la base.

Il tempo libero e lo sport.
Come ha spiegato il referente dell’AGE di Porta Potenza Picena, invitato per l’occasione, l’ossessione competitiva delle società sportive, motivata da ovvi interessi economici, viene riversata sulle famiglie che sono sempre più soggiogate dall’agonismo dei loro figli che dal senso vero da dare allo sport inteso come gioco. E, in molti casi, si verifica che l’abbandono precoce di talune discipline sportive da parte degli adolescenti sia causato da uno stress esagerato da competizione. Negli sport, dunque, le famiglie partecipano, eccome!

Al contrario, quando si tratta di “parcheggiare” i bambini nelle strutture educative del territorio come per esempio l’Oratorio, le famiglie si scoprono poco impegnate a dare il loro sostegno al lavoro dei volontari.

Il dibattito è stato molto animato e l’esigenza di approfondire talune problematiche è risultata molto forte. La conclusione è stata quella di continuarne a parlare prossimamente. Appuntamento a gennaio, dunque, con il bel gruppo di genitori di Serra (foto).

IL BULLISMO E LA QUESTIONE EDUCATIVA

La questione educativa è ormai sotto gli occhi di tutti perché quasi ogni giorno registriamo nella nostra città, come nella sua periferia, episodi di mala-educazione che spesso sfociano nel teppismo (sassi dal cavalcavia, case e stazioni danneggiate e imbrattate, mms e dvd a luci rosse, “fumo” intorno al Campus…)

Pare che da un pò di tempo a questa parte le giovani generazioni siano pervase da un gusto sfrenato della trasgressione, legato ad un bisogno di evadere da una vita monotona e noiosa, fatta di casa, scuola e ore passate al bar o ai giardini pubblici o nelle ‘vasche’ del Corso.

Normalmente, la responsabilità di tutto quanto accade ricade sulle famiglie che non hanno saputo educare i propri ragazzi. Ebbene, in attesa che qualcuno ci spieghi cosa sarà “la campagna di moralizzazione per i genitori” annunciata dalle Istituzioni scolastiche e comunali, all’inizio di quest’anno, quando le cronache riferirono dei filmini a luci rosse girati con il telefonino da alcuni minorenni di un importante scuola della città, la nostra riflessione sul che fare ha fatto dei passi in avanti.

Da sempre convinti che i bravi ragazzi si fanno in due, intendendo la famiglia da una parte e le altre agenzie educative che si preoccupano dei nostri figli quando non sono a casa dall’altra, con molta fatica stiamo cercando di far sentire la nostra voce alla Scuola per far sì che si possa costruire insieme un autentico “Patto Educativo”.

D’altronde gli spazi e i tempi perché questo possa accadere già esistono solo che i Piani dell’offerta formativa d’Istituto (POF) o quelli territoriali (POFT) sono ancora delle belle roccaforti impenetrabili appartenenti alle Istituzioni scolastiche e comunali ancora poco avvezze al dialogo vero con le famiglie.

In particolare, per quanto riguarda il fenomeno del bullismo, le cui cause sono spesso da attribuire ad un’esposizione eccessiva ai nuovi media (video-giochi, internet, TV violenta) miscelata con la ‘debolezza’ degli educatori, abbiamo paura che esso stia diventando un comodo e sicuro nemico da combattere magari con tanta, tanta formazione cui insegnanti e genitori si dovranno prima o poi sottoporre. D’altronde, non vediamo il bullismo come un fenomeno così dilagante, perché in molti casi assistiamo solo a dei segnali che è possibile contrastare con una minore ‘debolezza’ educativa.

Ma non vogliamo lasciare niente d’intentato, ed è questa l’occasione per annunciare che approfondiremo le cause del bullismo, come quelle di altri fenomeni devianti, con tre Forum che coinvolgeranno distintamente i genitori, gli studenti e gli insegnanti eletti in tutti i Consigli d’Istituto della città.

In continuità con i laboratori Scuola e Famiglia, realizzati dal Forum delle Associazioni dei Genitori della Scuola (FOPAGS), nel corso dell’a.s. 2005/2006 in alcuni Istituti dell’Ambito, e in preparazione del Convegno provinciale di febbraio 2007 sulle Competenze e le Relazioni all’interno degli Organi Collegiali, gli incontri potranno offrire delle informazioni utili a stilare un nuovo Patto Educativo tra nuove e vecchie generazioni, tra Scuola e Famiglia, che contenga proposte, progetti e attività comuni in tema di prevenzione da inserire nei Piani dell’offerta formativa d’Istituto.