I FORUM SULLA QUESTIONE EDUCATIVA

QUELLO CHE HANNO DETTO GLI INSEGNANTI

18 GENNAIO 2007

  • Anche gli insegnanti si sentono “abbandonati” (vedi lettera genitore) – combattono con modelli vecchi
  • Crisi di identità: le crisi di i. dovrebbero essere momenti di evoluzione
  • Docenti e genitori si devono incontrare nell’educazione permanente
  • La (messa in) crisi dei valori dovrebbe far convergere genitori e docenti
  • Manca la comunione di intenti
  • Cosa manca in famiglia? (vedi lettera) parlare col figlio
  • I genitori non devono cercare un ambiente asettico
  • Le “3 s” (detto da una ragazza): sesso soldi successo
  • Parlare e chiedere – nel rispetto dei ruoli (genitori/figli) senza imposizioni, discutere, spiegare
  • Un genitore abbandonato può (quasi) sempre far leva sulla scuola – un insegnante abbandonato non può contare sui genitori
  • Importanza dell’esempio – si usa più la parola (regola) che l’agire (esempio)
  • Quali rimedi?
  • I ragazzi sono il risultato degli adulti. Il punto di incontro è l’educazione permanente: docenti e genitori si devono modificare entrambi (consapevolmente) – come soggetti, non come ruoli
  • La maggior parte dei genitori si interessa solo di come va il figlio nelle materie
  • I genitori devono saper dire di no ai propri figli
  • I genitori si devono parlare, accordare ecc.
  • I ragazzi sono troppo avvantaggiati, ottengono tutto troppo facilmente
  • “Mamma, io ti devo un po’ educare” – intransigente sulle regole ma disponibile a cambiare / essere cambiato (paletti sì ma spostabili)
  • Film porno vs. “La donzelletta vien dalla campagna”
  • Telefonini, accessori ecc. (spesa): “ma quello del prof. è una schifezza” (il telefonino)
  • Il telefonino lo deve avere (spento in classe)
  • Il primo patto educativo dovrebbe essere tra figlio e genitore (due generazioni che si incontrano)
  • Coinvolgere i genitori mentre scuola-divieto non coinvolge i genitori
  • Gite scolastiche: tetti di spesa, soldi per spese personali (100 euro per 1 giorno)
  • Per i genitori cosa fare? la stessa cosa che si fa con i ragazzi: parlare – partecipare. Continuare, non desistere
  • Far entrare i genitori a scuola
  • Il “prodotto”: i saggi scolastici vedono la presenza dei genitori perché gli si presenta un prodotto
  • Progetto “Intervallo aperto”
  • Laboratori, coinvolgimento dei genitori
  • Educazione alimentare: merenda/merendina
  • La scuola è disponibile, bisogna portare i genitori – e i ragazzi

Una risposta a “I FORUM SULLA QUESTIONE EDUCATIVA

  1. E’ da diverso tempo che volevo intervenire su questo argomento, ma fino ad adesso ho mantenuto una certa prudenza perchè rivesto comunque un ruolo delicato all’interno dell’Amministrazione Pubblica della città e ogni intervento viene visto come una mania di protagonismo. Vorrei invece intervenire perchè credo che sia compito di ognuno di noi esercitare la propria funzione di cittadino, cioè di chi esercita la cittadinanza che come sempre comporta diritti e doveri. Io mi occupo di politiche per i giovani ed anche in parte degli adolescenti. Ma in questo momento dovrò sdoppiare la mia identità, in quanto per quella pubblica non ho mandati da poter esercitare e quindi dovro necessariamente far parlare il cittadino.
    Chiarito questo desidero sottolineare come sono stato poco sorpreso da alcune dichiarazioni comparse sulla stampa locale. Ovvero in alcuni articoli di stampa è passata un eccessiva demonizzazione dei mezzi di comunicazione, come se possedere un telefonino fosse un reato, pubblicare un blog una sorta di deviazione e navigare in internet peggio che farlo in mare durante una tempesta. Chi vende i giornali sa benissimo che le buone notizie sporcano solamente le rotative mentre le cattive notizie fanno salire il numero delle copie da stampare. Ecco allora che le prime pagine dei giornali si riempiono delle gesta di adolescenti che scimmiottano l’industria del porno e del resto questa è una delle industrie più fiorenti in tutto il mondo. Proprio oggi ho lasciato un commento su questo post di un mio collega blogger:http://mysterium.blogosfere.it/2007/01/i-ragazzi-le-ragazze-e-i-telefonini.html.
    Dove rifletto sul fatto che Domenica scorsa “Buona Domenica” ha presentato alle tre del pomeriggio la “Lapdance” come prova selettiva per aggiudicarsi un contratto di lavoro da inviata per il Grande Fratello. Anche in questo caso è la televisione il demonio o chi fa la televisione? Concordo sul fatto che si debba parlare delle nuove tecnologie e sono disponibile a dare il mio contributo da privato cittadino e se ci sarà un mandato anche in veste pubblica. Credo che sia necessario parlarne proprio per evitare che si continui a demonizzare qualcosa che non si conosce, come avviene solitamente. Invece giusto per addentrarmi su quello che sta accadendo ai nostri adolescenti voglio riportare quanto disse Pietropolli Charmet già più di quattro anni fa:Il clima affettivo in cui si muove l’adolescenza è radicalmente cambiato perché è mutato il modo in cui gli adulti si trovano a esercitare il mestiere di padre e di madre. Meno regole e norme, ma più attenzione nel sostenere la crescita affettiva e relazionale del figlio, il suo diritto a essere se stesso e a esprimere la propria indole seguendo i propri ritmi interni di maturazione. Si è passati dalla “famiglia etica” alla “famiglia affettiva”, una famiglia meno prescrittiva che aspira maggiormente a trasmettere amore che regole e principi, che cerca di farsi obbedire non per paura ma per amore. La prospettiva della famiglia affettiva è quella di contribuire a costruire dei figli “felici”, riducendo al massimo il dolore.

    In questo contesto mutato, come relazionarsi con i nuovi adolescenti? Essere stati adolescenti un tempo, aver riempito pagine di diari con i nostri segreti, storie di amori, di incomprensioni con i genitori, non serve più per capire gli adolescenti di oggi, i nostri figli. Nuove angosce, nuovi problemi, un nuovo modo di esprimere il dolore, la sofferenza hanno cambiato l’universo dell’adolescente. Tutto ciò che avviene dentro e fuori le loro persone non è più spiegabile con i paradigmi psicologici di un tempo, quando tutto si riconduceva ad un disagio di tipo sessuale o politico, oppure ad un atteggiamento di protesta nei confronti degli adulti. Casomai la crisi si caratterizza oggi per l’assenza di conflittualità.

    Quanto incide la famiglia oggi nella crescita e formazione degli adolescenti? “Incide molto meno che in passato”, afferma il prof. Pietropolli Charmet. “Tutte le ricerche dimostrano che i ragazzi hanno due famiglie: la famiglia naturale e poi la famiglia che si sono costruiti con le loro mani, la famiglia sociale, il gruppo di amici, piccolo o grande a seconda dell’età, che ha un potere decisionale enormemente superiore a quello della famiglia. Il gruppo adolescenziale non ci mette niente a diventare cattivo, stupido o deviante. Questo è il vero problema, perché buona parte dei reati minorili, che sono effettivamente aumentati di numero, non sono reati individuali ma di gruppo, non si rischia da soli, ma in gruppo. Tutta la gestione del sociale è di gruppo non è individuale, tutte la sfide sono di gruppo, non individuali. Le decisioni, i più grandi, non le prendono con il pediatra o con la madre, ma con il gruppo. Dal debutto sessuale, via via fino alle cose più banali come il tatuaggio, o il modo di bere, è tutto gestito dalla famiglia sociale. Dentro la cosiddetta famiglia normale c’è una vita di gruppo appassionata dove si prendono decisioni rischiose; il gruppo che non ne può più di annoiarsi, decide a volte di compiere qualcosa di stupefacente” Parole veramente illuminanti, anche rispetto ai recenti fatti di cronaca.
    Buon lavoro a tutti.
    Andrea Garbin

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