SUONA LA CAMPANELLA: LA PAROLA ALL’AGE

Anche l’Associazione Genitori di Senigallia vuole augurare a tutti i ragazzi della città e alle loro famiglie un buon inizio di anno scolastico.

Diverse le novità che si apprendono: il cambio di alcuni dirigenti, l’aumento degli iscritti, l’incremento degli alunni stranieri (+8%), il 50° del Panzini, il mantenimento della IV Cesano.

Vorremmo partire proprio da questa ultima buona notizia per sottolineare ancora un volta la discutibile gestione dei numeri che si fa a livello cittadino e che tocca in particolar modo il sud della città. L’altro giorno sono stati pubblicati i numeri delle Scuole di I° grado e, come ben si vede il quartiere sud è diviso tra due Istituti Comprensivi: la Marchetti (865 alunni) e il Sud-Belardi (915 alunni).

Pur ricorrendo i termini per la costituzione di un nuovo Comprensivo a Marzocca (530 ragazzi) e, quindi, la possibilità di formare un unico Comprensivo (Leopardi e Marchetti) per un totale di 1230 bambini pari al numero del Comprensivo Nord (1221), si continua a tenere insieme due territori molto diversi tra loro e a discapito della tanta decantata continuità educativa (vi pare che i bambini della Leopardi andranno a fare le medie a Marzocca?) L’altra questione è quella dei 185 bambini rimasti fuori dagli asili nido. In attesa della IV sezione di Marzocca – considerate che per fare la III della Cannella ci sono voluti almeno dieci anni e tre Amministrazioni – ci chiediamo dell’opportunità, ormai persa, delle sezioni “primavera”.

Queste possono accogliere bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi e si qualificano come servizi socio-educativi integrativi dell’offerta di asili nido e di scuola dell’infanzia. Queste sezioni costituiscono un’offerta aggiuntiva ed integrativa, particolarmente rilevante, data la insufficienza di posti negli asili nido. Entro il termine dello scorso 10 luglio, sulla base di un preciso progetto, amministrazioni comunali, scuole dell’infanzia paritarie, soggetti gestori di nidi convenzionati, istituzioni scolastiche statali potevano presentare domanda per la costituzione di sezioni primavera, per la cui attivazione erano previsti specifici finanziamenti.

Le Marche ha avuto approvati 26 progetti, ma Senigallia non c’è. Ma Senigallia ha mai presentato un progetto? E poi, esiste una qualunque sinergia tra Amministrazione e gestori di nidi privati per sciogliere il nodo delle liste di attesa? In conclusione, pur plaudendo ai progressi che si stanno compiendo in ambito educativo per qualità dei progetti, professionalità degli operatori, organizzazione e funzionamento delle strutture, troviamo che in alcuni ambiti ci sia scarsa voglia di affrontare questioni che poi puntualmente ogni anno vengono fuori come la famosa storia della IV del Cesano.

Una risposta a “SUONA LA CAMPANELLA: LA PAROLA ALL’AGE

  1. n relazione ad alcune considerazioni dell’Associazione A.Ge. di Senigallia sul nuovo avvio dell’anno scolastico ed in particolare sulla strutturazione del sistema scolastico cittadino e sulla rete dei servizi per la prima infanzia, ritengo doverose alcune precisazioni.
    Mi preme innanzitutto fare una premessa essenziale. Come Assessorato e in generale come Amministrazione Comunale non abbiamo nessuna difficoltà a confrontarci su questioni che sicuramente interessano le famiglie, come quelle riguardanti l’offerta formativa ed educativa della nostra città. Ritengo però che su questi argomenti i dibattiti e i confronti non possano svolgersi a distanza, sui giornali. L’Assessorato e gli uffici sono sempre aperti e pronti al confronto con chi voglia farsi avanti, sollecitare approfondimenti e suggerire soluzioni.

    Riguardo l’attuale organizzazione del sistema scolastico cittadino faccio notare che la particolare conformazione del territorio cittadino e la distribuzione degli edifici scolastici che insistono su di esso rendono difficile la ricerca di una soluzione organizzativa completamente scevra da limiti e ricadute negative. Al momento della decisione, tre anni fa, sono state valutate con i Dirigenti Scolastici diverse possibili proposte di organizzazione del sistema scolastico cittadino e si è ritenuto, in maniera condivisa, di scegliere quella che sembrava avere meno risvolti negativi di altre. C’è da dire, inoltre, che la situazione nella scuola è in continuo divenire – incremento e diversificazione della popolazione scolastica, nuovi ordinamenti e nuovi interlocutori – per cui le decisioni assunte in un determinato momento non devono considerarsi immodificabili e possono essere riviste alla luce di nuove esigenze o di ulteriori valutazioni.

    Relativamente alle cosidette sezioni primavera per bambini dai 2 ai 3 anni, faccio notare che l’Accordo, per il solo anno 2007/2008, tra i Ministeri della Pubblica Istruzione, delle Politiche per la Famiglia, della Solidarietà Sociale , le Regioni, le Province e i Comuni è stato siglato il 14 giugno 2007; il 22 giugno la Regione Marche ha convocato una riunione sull’argomento e il successivo 10 luglio scadeva il termine per la presentazione delle istanze.

    Il progetto da presentare doveva garantire: l’attivazione del servizio a partire dal 1° settembre ’07 condizioni logistiche di accoglienza, di personale, di servizi di supporto rispondenti alle normative nazionale e regionali vigenti. È evidente che i tempi erano tali da consentire la presentazione del progetto unicamente per realtà preesistenti che si conformavano ai criteri fissati dall’accordo o comunque velocemente omologabili. Prova ne è che tre Comuni (Arcevia, Ancona e Pesaro), da noi interpellati, hanno presentato il progetto potendo contare su strutture omnicomprensive 0-6 anni già operanti e con capacità ricettiva residua o su strutture nuove da poco attivate. In due dei tre Comuni (Arcevia e Ancona), comunque, l’iscrizione effettiva al nuovo servizio è nulla o poco significativa.

    Nella nostra realtà non esistevano le precondizioni operative richieste dall’accordo. Intanto, comunque, l’Amministrazione Comunale ha avviato un ampio e profiquo confronto teso alla realizzazione di un convenzionamento con tutte le realtà educative private autorizzate dedicate all’infanzia, per elaborare una politica di interventi di rete in grado di offrire risposte non frammentarie che affrontino globalmente i bisogni e le aspettative delle famiglie della nostra città.

    Desidero per ultimo precisare che ai nostri centri per l’infanzia accedono bambini da 18 a 36 mesi, ma le famiglie possono presentare richiesta per i loro figli in qualsiasi momento, anche prima del compimento dell’età minima richiesta per l’ammissione. Pertanto dei 138 richiedenti in lista d’attesa, alla data odierna, sono 49 coloro che già posseggono il requisito dei 18 mesi per poter entrare.

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