Genitori e pubblicità

Un gruppo di genitori della Marchetti ci ha inviato una lettera, che di seguito riportiamo, circa un’iniziativa pubblicitaria della Lines che ha coinvolto le ragazze della scuola media.

Gentilissimo Presidente,

l’altro giorno ci è pervenuto, attraverso le nostre figlie, un kit contenente un opuscolo edito dalla Lines dal titolo “Tu Domani” che intende – dice la lettera allegata – fornire tutte le risposte alle domande più frequenti che gli adolescenti si pongono in relazione agli importanti cambiamenti che avvengono nel periodo della pubertà.

Fin qui tutto bene. Ma quello che ci lascia alquanto perplessi è che nel kit vi erano alcuni campioni di assorbenti Lines. Allora ci siamo posti alcune domande.

  • Perchè la Scuola si fa veicolo di iniziative pubblicitarie così evidenti?
  • Perchè ai maschi non è stato dato il medesimo opuscolo semmai senza gli assorbenti (eppure nel libretto si parla anche dei cambiamenti nei ragazzi)?
  • I genitori sono stati informati preventivamente dell’iniziativa?
  • Perchè la Scuola non organizza degli incontri per parlare ai genitori di queste cose, piuttosto che lasciare ad altri l’iniziativa di informare?


Crediamo di concordare sulle domande più che legittime che si pongono questi genitori e che giriamo prontamente alla Scuola Marchetti. Aggiungiamo anche che quest’iniziativa conferma quanto le nostre Scuole siano bombardate da progetti e iniziative, provenienti da più parti, che spesso non siano condivisi dalle famiglie, anzi ne siano continuamente bersagliate.

Insomma, ricordando e parafrasando la frase preferita dell’ippopotamo azzurro Pippo, alla luce dei fatti rappresentati, diremmo: “Bambina, tu bisogna assorbenti Lines”.

Genitori e burocrazia

Vogliamo sottoporre all’attenzione dei genitori che hanno figli a scuola quanto spesso non sia vero che l’alleanza educativa tra Scuola e Famiglia stia diventando una realtà. Vediamo due esempi.

Il DPR 235/2007, nel modificare in profondità il regolamento dello Statuto dello studente (DPR 249/1998), ha introdotto il “Patto educativo di corresponsabilità” quale impegno congiunto scuola-famiglia, da formalizzare sottoscrivendo, all’atto dell’iscrizione, un apposito documento, che vincola i principali attori dell’impresa educativa su alcune condizioni-base per il successo formativo.

Nella nostra città il Liceo Scientifico Medi, all’atto dell’iscrizione, ha fatto pervenire alle famiglie un documento da sottoscrivere, denominato “Patto educativo di corresponsabilità”, in cui i diritti e i doveri della scuola, degli studenti e delle famiglie nel rapporto educativo ci sembrano stati per niente discussi e condivisi, almeno in un contesto più ampio possibile (p. es. Consiglio di classe).

Inoltre, con l’ultima finanziaria, il Ministero della Pubblica Istruzione con un programma denominato “Programma nazionale Scuole Aperte” ha dato specifiche disposizioni affinché le scuole prolunghino il proprio orario di apertura per accogliere iniziative destinate a favorire il successo scolastico dei nostri figli e a formare noi adulti in un’ottica di educazione permanente.

Il finanziamento assegnato alle Marche era di € 929.050 e i progetti delle istituzioni scolastiche dovevano collocarsi nei seguenti ambiti tematici:

  • Potenziamento delle attrezzature scientifiche e della didattica laboratoriale
  • Percorsi di approfondimento dello studio di Dante
  • Promozione dell’attività motoria e sportiva
  • Approfondimento della cultura e della storia locale
  • Potenziamento delle attività di ascolto e studio della musica
  • Promozione delle discipline artistiche, ad esempio: teatro, danza, arti figurative

I nuclei di valutazione preposti alla definizione dei criteri per l’esame e la selezione dei progetti da finanziare dovevano tener conto tra l’altro del coinvolgimento nella progettazione, della rappresentanza delle famiglie, e, nelle scuole di secondo grado, degli studenti.

I progetti, elaborati dai competenti organi collegiali, dovevano pervenire entro il 21 dicembre 2007 all’Ufficio Scolastico Regionale per la valutazione. Gli adempimenti di esame e selezione dei progetti da parte degli Uffici dovevano concludersi entro il 20 gennaio 2008.

Il 30 gennaio al Forum Regionale delle Associazioni dei Genitori è giunta la convocazione del 1° febbraio per l’informativa sui progetti finanziati.

Tutte le date e le fasi sono state diligentemente rispettate dagli uffici scolastici ma crediamo che non ce ne sia stata una in cui i genitori, nonché gli studenti, abbiano potuto portare il loro fattivo contributo alla stesura dei progetti.

Forum: L’educazione che vogliamo

Gli ultimi due anni sono stati caratterizzati da una serie di spiacevoli fatti che hanno coinvolto i ragazzi della nostra provincia. Citiamo per esempio il sasso gettato sull’autostrada, i video a luce rossa sui telefonini, il “fumo” scoperto fuori dalle scuole, atti di bullismo a danno di persone e strutture.
L’emergenza educativa è stata messa sotto i riflettori e numerosi dibattiti sono stati realizzati per saperne di più. Ad esempio, la diocesi di Senigallia con un seminario dedicato alla questione educativa dell’aprile scorso evidenziava che, come rimedio a tale emergenza, per “allevare un bambino ci vuole un villaggio”.

Ebbene, abbiamo i bambini e il villaggio ma non abbiamo ancora una comune idea educativa che deve essere alla base di tutte le attività che si svolgono nei vari contesti educativi; un’idea che sia il risultato di un confronto tra tutte le componenti che si occupano di educazione: la famiglia, le Istituzioni scolastiche, comunali, sanitarie e la Chiesa locale.
Oggi, invece, il tema dell’educazione viene affrontato con la frammentarietà.

L’educazione stradale, alimentare, ambientale, alla salute, all’affettività, in una parola l’educazione alla cittadinanza, hanno svuotato la parola del suo significato originario, assimilandola di volta in volta a sensibilizzazione, informazione, conoscenza, spostando quindi il suo “focus” dall’ambito dell’essere a quello del sapere.
Dunque, vogliamo lavorare sulla costruzione di questa ‘comune idea educativa’ proponendo per i prossimi mesi un Forum permanente sull’educazione invitando tutte le componenti citate a partecipare affinché si cominci ad instaurare quel dialogo in un momento particolarmente critico per le attuali generazioni.

Il primo Forum sarà il 2 febbraio p.v., a Senigallia, presso l’Istituto Alberghiero Panzini, dalle ore 9,00 alle 12,00.

Abbiamo pensato di dedicare questo primo Forum all’Educazione al rispetto e al valore della persona e delle cose invitando i partecipanti a pronunciarsi sulle regole da trasmettere alle giovani generazioni sia dentro che fuori le mura domestiche, riportando altresì alcune buone pratiche adottate in talune circostanze. In particolare, i genitori cercheranno di esprimere quale è l’idea di educazione che ci si auspicherebbe le Istituzioni raccogliessero per poter incidere meglio sulla personalità dei nostri futuri cittadini.

   

Forum: L’educazione che vogliamo

Senza alcuna volontà di contrapposizione con l’Istituzione Scolastica ma con uno spirito di profonda collaborazione, il Forum delle Associazioni dei Genitori è arrivato ad un punto nodale del suo cammino.
Parliamo del Piano dell’Offerta Formativa d’Istituto. In occasione delle prossime iscrizioni, le scuole hanno dato alle famiglie il proprio POF. Ne ho visto qualcuno (Marchetti 73 pagine, Nord-Mercantini 44) e devo constatare che sono documenti importanti, spesso complessi da capire per chi non è addetto a lavori, e, comunque, densi di progetti e attività che abbracciano ogni genere di apprendimento.

Ma mi soffermo a porre alcuni interrogativi. Questi documenti servono veramente alle famiglie per poter scegliere la scuola giusta per il proprio figlio? Questi documenti rispondono effettivamente alla domanda di educazione delle famiglie? Ma qual è la domanda delle famiglie in tema di educazione? Qualcuno se le è mai chiesto?

Oggi, il tema dell’educazione viene affrontato con la frammentarietà: l’educazione stradale, alimentare, ambientale, sessuale, all’immagine, alla lettura, alla musica, ecc.. Il proliferare delle educazioni ha svuotato la parola del suo significato originario, assimilandola di volta in volta a sensibilizzazione, informazione, conoscenza, spostando quindi il suo “focus” dall’ambito dell’essere a quello del sapere.

Ne abbiamo parlato ampiamente in famiglia e con alcuni amici e parenti chiedendo quale potesse essere l’educazione che si vorrebbe per questi bambini. Non ho sentito parlare di educazione all’ambiente, all’immagine, alla lettura perché –hanno detto – questi ragazzi, nonostante tutte queste belle discipline, continuano ad essere irriverenti, disordinati, dispettosi, provocatori, disubbidienti, in una parola maleducati.

Senza fare oziosi paragoni con l’educazione che ci hanno impartiti i nostri genitori, il vero di queste affermazioni è che forse dovremo cominciare veramente a pelare la cipolla. La cipolla è fatta di strati che, per pigrizia o per paura, evitiamo spesso di sfogliare. Ma è quello invece che dobbiamo fare all’interno delle nostre famiglie e in collaborazione con le Istituzioni su un tema cruciale che è quello della buona educazione.

Per “allevare un bambino ci vuole un villaggio”, dice un proverbio africano. Ebbene, abbiamo i bambini e il villaggio ma non abbiamo ancora una comune idea educativa che deve essere alla base di tutte le attività che si svolgono nei vari contesti educativi; un’idea che sia il risultato di un confronto tra tutte le componenti che si occupano di educazione: la famiglia, le Istituzioni scolastiche, comunali, sanitarie e la Chiesa locale.

Insomma, è per questo che si è pensato di lanciare un Forum permanente sull’Educazione invitandovi a partecipare le Istituzioni, affinché si cominci ad instaurare quel dialogo in un momento particolarmente critico per le attuali generazioni. Il primo Forum sarà il 2 febbraio p.v., a Senigallia, presso l’Istituto Alberghiero Panzini dalle ore 9,00 alle 12,00.

Abbiamo pensato di dedicare questo primo Forum all’Educazione al rispetto e al valore della persona e delle cose invitando genitori, insegnanti, dirigenti, amministratori, operatori sociali e sanitari a pronunciarsi sulle regole da trasmettere alle giovani generazioni sia dentro che fuori le mura domestiche, riportando altresì alcune buone pratiche adottate in talune circostanze. In particolare, i genitori cercheranno di esprimere quale è l’idea di educazione che ci si auspicherebbe le Istituzioni raccogliessero per poter incidere meglio sulla personalità dei nostri futuri cittadini.