Mobilty Game 3. Si riparte

Anche quest’anno il gioco della mobilità, seguito con entusiasmo da centinaia di bambini della scuola primaria e media della città, con le loro rispettive famiglie, prenderà il via nel corso del mese di aprile, con diverse novità.

Intanto, per chi lo avesse dimenticato o per chi ne volesse ricordare le finalità, gli obiettivi e l’organizzazione, abbiamo chiesto a Vivere Senigallia di mettere in rete due prodotti relativi alla manifestazione. Entrambi, realizzati con tanta partecipazione dal Prof. Belardinelli della Scuola Marchetti, sono una presentazione del Progetto "Io a scuola ci vado da solo" con i suoi sviluppi fino ad oggi ed alcuni filmati che presentano, sotto forma di spot, la promozione del Mobility Game.

Buona Visione con un click

http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&articolo_id=160623

FORUM SU: “L’EDUCAZIONE CHE VOGLIAMO”

Premessa

         Non ha avuto buon esito la richiesta, che il Forum AGE di Senigallia ha inoltrato alla Conferenza Ente-Scuola, di poter partecipare alla definizione delle linee guida del Piano dell’Offerta Formativa Territoriale.

Nella risposta che ci è pervenuta “la Conferenza ritiene che le forme e i luoghi della partecipazione dei genitori alla vita della scuola siano previsti dalla normativa vigente; in particolare, il Consiglio d’Istituto è la sede istituzionale per dar voce anche alla componente genitoriale e per costruire una proposta formativa condivisa”.

Potremmo condividere sostanzialmente la risposta della Conferenza solo se lo stato delle relazioni Scuola e Famiglia all’interno del Consiglio d’Istituto non fosse ancora all’ ”età del ferro”.

In altri ambiti, invece, per citare alcuni esempi, con la collaborazione che si è instaurata ormai da qualche anno tra le Associazioni dei Genitori e l’Ufficio scolastico Provinciale (vedi p.es. il Seminario all’inizio del 2007 “Tutti nella rete”), o, localmente, con il Centro d’Esperienza Bettino Padovano, ove l’Age partecipa con la progettualità del Mobility Game, il dialogo tra la famiglia e le Istituzioni sta registrando qualche significativo progresso. Quindi, l’arroccamento della Conferenza, aldilà dell’autonomia e delle prerogative previste dalla legge istitutiva, allo stato attuale ci sembra una posizione decisamente anacronistica.

Ma il Forum intende rilanciare una nuova proposta.

Gli ultimi due anni sono stati caratterizzati da una serie di spiacevoli fatti che hanno coinvolto i ragazzi della nostra provincia. Citiamo per esempio il sasso gettato sull’autostrada, i video a luce rossa sui telefonini, il “fumo” scoperto fuori dalle scuole, atti di bullismo a danno di persone e strutture.

L’emergenza educativa è stata messa sotto i riflettori e numerosi dibattiti sono stati realizzati per saperne di più. Ad esempio, la diocesi di Senigallia con un seminario dedicato alla questione educativa dell’aprile scorso evidenziava che, come rimedio a tale emergenza, per “allevare un bambino ci vuole un villaggio”.

Ebbene, abbiamo i bambini e il villaggio ma non abbiamo ancora una comune idea educativa che deve essere alla base di tutte le attività che si svolgono nei vari contesti educativi; un’idea che sia il risultato di un confronto tra tutte le componenti che si occupano di educazione: la famiglia, le Istituzioni scolastiche, comunali, sanitarie e la Chiesa locale.

Oggi, invece, il tema dell’educazione viene affrontato con la frammentarietà.

L’educazione stradale, alimentare, ambientale, alla salute, all’affettività, in una parola l’educazione alla cittadinanza, hanno svuotato la parola del suo significato originario, assimilandola di volta in volta a sensibilizzazione, informazione, conoscenza, spostando quindi il suo “focus” dall’ambito dell’essere a quello del sapere.

Dunque, vogliamo lavorare sulla costruzione di questa ‘comune idea educativa’ proponendo per i prossimi mesi un Forum permanente sull’educazione invitando tutte le componenti citate a partecipare affinché si cominci ad instaurare quel dialogo in un momento particolarmente critico per le attuali generazioni.

Parliamo, inoltre, del Piano dell’Offerta Formativa d’Istituto.

In occasione delle prossime iscrizioni, le scuole hanno dato alle famiglie il proprio POF. Ne abbiamo visto qualcuno (Marchetti 73 pagine, Nord-Mercantini 44) e dobbiamo constatare che sono documenti importanti, spesso complessi da capire per chi non è addetto a lavori, e, comunque, densi di progetti e attività che abbracciano ogni genere di apprendimento.

Ma ci soffermiamo a porre alcuni interrogativi. Questi documenti servono veramente alle famiglie per poter scegliere la scuola giusta per il proprio figlio? Questi documenti rispondono effettivamente alla domanda di educazione delle famiglie? Ma qual è la domanda delle famiglie in tema di educazione? Qualcuno se lo è mai chiesto?

Ne abbiamo parlato ampiamente in famiglia e con alcuni amici e parenti chiedendo quale potesse essere l’educazione che si vorrebbe per questi bambini. Non abbiamo sentito parlare di educazione all’ambiente, all’immagine, alla lettura perché –hanno detto – questi ragazzi, nonostante tutte queste belle discipline, continuano ad essere irriverenti, disordinati, dispettosi, provocatori, disubbidienti, in una parola maleducati.

Senza fare oziosi paragoni con l’educazione che ci hanno impartiti i nostri genitori, il vero di queste affermazioni è che forse dovremo cominciare veramente a pelare la cipolla. La cipolla è fatta di strati che, per pigrizia o per paura, evitiamo spesso di sfogliare. Ma è quello invece che dobbiamo fare all’interno delle nostre famiglie e in collaborazione con le Istituzioni su un tema cruciale che è quello della buona educazione.

Insomma, è per tutto questo che si è pensato di lanciare un Forum permanente sull’Educazione invitandovi a partecipare le Istituzioni, affinché si cominci ad instaurare quel dialogo in un momento particolarmente critico per le attuali generazioni.

Il primo Forum si è svolto il 2 febbraio, a Senigallia, presso l’Istituto Alberghiero Panzini dalle ore 9,00 alle 12,00.

Abbiamo pensato di dedicare questo primo Forum all’Educazione al rispetto e al valore della persona e delle cose invitando genitori, insegnanti, dirigenti, amministratori, operatori sociali e sanitari a pronunciarsi sulle regole da trasmettere alle giovani generazioni sia dentro che fuori le mura domestiche, riportando altresì alcune buone pratiche adottate in talune circostanze. In particolare, i genitori dovrebbero cercare di esprimere quale è l’idea di educazione che ci si auspicherebbe le Istituzioni raccogliessero per poter incidere meglio sulla personalità dei nostri futuri cittadini.

I risultati del Primo Forum

Hanno partecipato quasi tutti i Dirigenti scolastici della città, molti genitori, alcuni dei quali giù impegnati nei vari Consigli d’Istituto, alcuni docenti, una rappresentanza dell’ASL, dell’Ufficio scolastico provinciale e della Chiesa locale. Mancavano, invece, ad eccezion fatta del Sindaco di Barbara, tutti i referenti dei Comuni dell’Ambito con delega ai servizi educativi e alle politiche giovanili. Il tentativo che si è voluto fare in questo primo Forum è stato quello di legare l’intera filiera scolastica, dalla materna alle superiori, ad un progetto comune, ossia quello di trasmettere ai nostri ragazzi soprattutto una “buona educazione” condizione essenziale per avere in futuro dei bravi cittadini.

Infatti, laddove la famiglia non ci riesce perché ha un disagio al suo interno, o perché è di tipo “laissez faire” o perché semplicemente le “costa fatica”, la scuola può dare una mano importante. Come?

1) Innanzitutto le regole. Per esempio, i ragazzi della classe possono decidere di darsi alcune semplici regole di comportamento civile con la relativa sanzione in caso di trasgressione. Si è osservato che, in alcuni casi, l’autoregolamentazione dell’uso del cellulare nel tempo scolastico stia dando buoni frutti.
2) Valorizzare e non appiattire i ragazzi che hanno un buon andamento scolastico. Premiare la diversità spesso vuol dire disincentivare atteggiamenti di furbizia (“essere bravi a scuola è bello”).
3) Il “patto di corresponsabilità educativa”, introdotto di recente dal ministro Fioroni, può essere uno strumento decisivo per favorire l’interesse e l’impegno dei genitori per la questione educativa. Sbagliato è, invece, come sta accedendo in qualche scuola, che il patto venga scritto dalla scuola e inviato alle famiglie per l’avallo senza alcun coinvolgimento nella sua costruzione.
4) Coinvolgere nel Forum anche tutte quelle Agenzie educative che si occupano dei nostri figli nel tempo libero, le società sportive in primis. Quest’ultime, infatti, spesso si preoccupano di raggiungere solo obiettivi di risultato a discapito delle esigenze vere dei ragazzi.

In conclusione, l’impressione che se ne è ricavata da questo primo Forum, per l’intensità di alcuni interventi e per la fattibilità delle proposte, è che qualcosa stia cambiando. Il crescente interesse delle famiglie per la questione educativa e l’invito forte della scuola ad incontrarsi, sottolineando che il Forum è stato propiziato dall’Istituto Alberghiero, fanno ben sperare che il dialogo si sia realmente avviato.

Genitori e amianto

La polemica scoppiata alla materna Arcobaleno e che va avanti già da un pò di tempo sul rischio amianto ci dà l’impressione che sarà l’ennesima  “fava che non si cuoce”.

La questione è chiara a tutti. Ci sono dei manufatti (tettoie) intorno alla scuola e l’ASUR, a seguito di recenti rilevazioni, ha assicurato che al momento non ci sono rischi di contaminazione; appuntamento, quindi, a fra un anno per verificare se lo stato dei manufatti è tale da giustificarne o meno la rimozione.

Dall’altro capo, invece, c’è l’attentissimo Montanari, Presidente dell’Associazione Lotta all’Amianto (ALA), che giustamente dice: perché aspettare un anno, rimuoviamole subito!

In mezzo ci sono i genitori dei bambini che frequentano la scuola che non sanno se allarmarsi o no.

Certo, ci saranno incontri chiarificatori in cui Fiorenzuolo e Ceresoni inviteranno alla calma e spiegheranno che tutto è sotto controllo.

Ma quando giungeremo al momento in cui bisognerà intervenire, i privati che hanno dentro casa i manufatti saranno  in grado di sostenere le spese di bonifica?

In effetti, rimane aperto il problema dei costi degli interventi che sono elevati anche per manufatti di modeste dimensioni: infatti, fino a superfici di 100 mq la spesa è compresa tra i 1.500 e 2.000 euro (2003).

Allora si configura la possibilità che tutti i soggetti coinvolti nelle operazioni di bonifica (tecnici che redigono i piani di bonifica, l’Arpam, l’ASUR, le ditte che si occupano dello smontaggio, imballaggio, incapsulamento  e trasporto dei materiali, i Gestori delle discariche autorizzate) siano convenzionati con il Comune che a quel punto potrebbe gestire con celerità ed oculatezza un problema che allo stato attuale è solo nelle mani dei privati.