“Maestri unici” e “Maestri soli”

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La reintroduzione del Maestro unico oltre a scatenare le ire degli insegnanti pone una serie di dubbi alle famiglie per la sua reale opportunità.

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Il modello didattico a 24 ore, paventato dal Piano programmatico del Ministro Gelmini, è effettivamente anacronistico. Se all’apparenza sembra “favorire l’unitarietà dell’insegnamento soprattutto nelle classi iniziali e rappresentare un elemento di rinforzo del rapporto educativo tra docente e alunno” nella realtà , le famiglie sceglieranno poco questa opzione, salvo quelle che non hanno particolari necessità di lasciare i figli più tempo a scuola.

 

Per diverse ragioni. La scuola nostra è la scuola dall’offerta formativa intensa e variegata che difficilmente potrà essere esprimibile da una sola figura di riferimento. E questo le famiglie lo sanno e lo cercano.

 

In secondo luogo, i bambini incontrano, già nella scuola dell’infanzia, diverse figure educative di riferimento che esprimono alcune competenze specifiche, di tipo scientifico-tecnologico, relazionale, linguistico che richiedono continua formazione e specifica attenzione.

 

In terzo luogo, se le famiglie hanno esigenze diverse, soprattutto lavorative, sceglieranno il tempo prolungato o pieno come succede molto spesso adesso, quand’anche con difficoltà si sobbarcano il costo dei laboratori pomeridiani pur di poter lasciare i propri figli a scuola ancora qualche ora.

 

Sì, a noi piace la figura del maestro “unico” che, al di là del tempo che trascorre con i suoi allievi, (la Gelmini dice che bisogna sfatare il luogo comune che ad un maggior numero di ore corrisponda una maggiore qualità della scuola) sia capace sempre di ‘vigilare’ sulla loro condotta e sul loro profitto stabilendo altresì con le famiglie un rapporto costante di ‘collaborazione educativa’. Quindi, ‘unico’ non nel senso numerico ma del rapporto che riesce ad instaurare con i ragazzi e le loro famiglie e dei valori che trasmette.

 

No, a noi non piace il maestro “solo” (che sia uno o più) che è incapace di stare al passo dei tempi nelle conoscenze e nelle competenze, e che soprattutto non sappia essere autorevole con i ragazzi.

Caro Testo scolastico. Il Forum alla Mercantini

L’Associazione Genitori di Senigallia ha di recente aperto un Forum di consultazione sul “caro testo scolastico” in quanto ritiene che il costo dei libri di scuola, che la famiglia sopporta nella scuola secondaria di I° di II° grado, sia spesso insostenibile.

L’obiettivo di questo Forum è stato quello di alzare il livello di attenzione e di registrare un parere per eventuali iniziative che si possono intraprendere, anche in via sperimentale, per affrontare una questione che ogni anno si ripresenta. Il sondaggio è stato effettuato nelle classi terze dell’Istituto Comprensivo Nord-Mercantini alla fine del maggio scorso.

Come reputa la spesa che ogni anno sostiene per l’acquisto dei testi scolastici di suo/a figlio/a?

[70%] alta [26%] medio/alta [4%] adeguata

In che misura suo/a figlio/a lavora sui testi scolastici?

[18%] molto [44%] abbastanza [8%] poco

In che modo trova i testi scolastici per suo/a figlio/a?

[79%] nuovi [15%] usati [6%] prestati

Una volta che suo/a figlio/a ha finito il ciclo di studi, sarebbe disposto a cedere alla scuola i libri di testo per far sì che possano essere riutilizzati dalla scuola stessa per altri ragazzi?

[56%] si [26%] no [12%] non so 

Se la scuola potesse mettere a disposizione di suo/a figlio/a dei testi scolastici usati in buono stato sarebbe interessato a farne richiesta?

[79%] si [18%] in parte [3%] no

Secondo lei quali potrebbero essere altre modalità per affrontare il problema del “caro libri” che ogni anno pesa sempre di più sulle famiglie?

Diminuire il numero dei libri, sono troppi e alcuni non vengono nemmeno aperti.

Utilizzare dei testi usati, nonostante le case editrici apportino ogni anno modificazioni al testo.

I libri dovrebbero essere gratuiti, gestiti dagli istituti di istruzione che fanno circolare quelli usati di anno in anno, sostituiscono quelli troppo usurati con altri nuovi. Tutti devono riconsegnare i libri alla fine dell’anno scolastico, per poi riprendere quelli per il prossimo anno. Si risparmiano molti soldi, carta, piante e quindi intere foreste.

Non ristampare i libri tutti gli anni con 1/2 pagine di aggiornamento, perché oggi con internet ci si aggiorna ogni secondo e fare uso degli stessi per più anni e classi. La personalità degli insegnanti non si vede dai testi scelti, ma da come portano avanti la classe durante l’anno, l’attenzione/cura dello studio. (in America i libri sono della scuola e si lasciano a scuola, si restituiscono alla fine dell’anno. Il ministero potrebbe dare dei soldi alla scuola, come alle elementari e ogni anno dovremmo restituire i libri)

Non cambiare i libri tutti gli anni.

Un governo diverso, eliminare dalle liste i libri di testo che non vengono mai utilizzati nell’intero triennio nell’arco dell’anno scolastico.

I libri di testo dovrebbero essere scelti più attentamente, infatti succede che vengono utilizzati solo parzialmente e successivamente venga “consigliato” l’acquisto di un libro “integrativo”.

Difficoltà per reperire libri usati per cambio edizioni e differente richiesta degli insegnanti. Vedi le classi terze (matematica).

Già la finanziaria 2008 prevede contributi per attivare nelle scuole la fornitura in comodato d’uso dei libri di testo. Esperienze positive sono state fatte da tante scuole. La regione Friuli ha emanato una legge presa come esempio da tante altre scuole. Senigallia si distingue sempre per arretratezza.

L’adozione di testi comuni ad ogni scuola, con riutilizzo negli anni a seguire. Indurre le case editrici a produrre libri di testo in fascicoli staccabili e con immagini ridotte al minimo e con riferimento ad internet.

Cercando di utilizzare gli stessi libri dal 1° al 3° anno e magari integrarli con dei fascicoli ogni anno. Spesa più alta inizialmente, ma spesa unica.

Devono abbassare il costo dei libri.

Ho altri figli e per me le spese sono tante. Riciclare i libri ben usati potrebbe essere un modo per affrontare il problema.

Sviluppare maggiormente il libro fai da te.

Far comprare ai ragazzi meno libri oppure abbassare il costo.

Unificare i libri.

Comprare libri che sono indispensabili ed evitare che restino poi sugli scaffali di casa perché superflui ed evitare di cambiare i testi tutti gli anni, per poche pagine di aggiornamento.

Caro testo scolastico: i numeri delle Superiori

Proseguiamo la nostra analisi sulla spesa dei libri di testo riportando i dati dei cinque Istituti Medi Superiori della città.

La spesa per le famiglie e le differenze tra gli indirizzi di studio


ISTITUTO

ANNO

MIN

MAX

DIFF €

CORINALDESI

1

278

296

18

PERTICARI

1

341

387

46

IPSIA

1

220

280

60

PANZINI

1

244

308

64

MEDI

1

280

408

128






CORINALDESI

3

271

334

63

PANZINI

3

205

271

66

IPSIA

3

95

182

87

MEDI

3

283

418

135

PERTICARI

3

238

484

246

La tabella indica che gli indirizzi di studio all’interno di ogni singolo istituto hanno una differenza di spesa in alcuni casi anche rilevanti. Per esempio, chi sceglie l’indirizzo tradizionale (281 Euro) al liceo scientifico Medi spende al primo anno ben 128 euro in meno a chi sceglie l’indirizzo linguistico (409 Euro). Analogamente, al terzo anno il tradizionale spende 135 euro in meno rispetto al linguistico.

I tetti del ministero

L’IPSIA rispetta quasi sempre i limiti fissati. Il Panzini supera i limiti al 1°, 3° e 4° anno; gli altri presentano una situazione variegata, ad eccezion fatta del Perticari, per cui indicando alcuni libri come consigliati fanno sì che i tetti non vengano violati.

Le nuove adozioni

Anche qui vanno approfondite le ragioni della numerosità delle nuove adozioni rispetto al numero complessivo di libri da acquistare.


Primo Anno Nuove Adozioni/Totale libri

Liceo classico- Informatico

10/18

Liceo Classico – Comunicazione

7/16

Liceo scientifico – Tradizionale

9/14

Liceo scientifico – Tecnologico

7/13

Geometri – Igea

2/17

Panzini – Servizi alberghieri

7/15

Panzini – Economico aziendale

4/15

Ipsia – Abbigliamento e moda

12/15

Ispia – Chimico e biologico

9/15

Ma a questo proposito, il decreto legge 1 settembre 2008, n. 137 ("Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università"), sancisce per gli organi scolastici di adottare libri di testo in relazione ai quali l’editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere separatamente disponibili: l’adozione dei libri di testo avverrà dunque con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio".

Infine, stiamo verificando con i genitori presenti nei Consigli d’Istituto quanto le scelte dei libri di testo siano state comprese e condivise, in quanto non si può dire, come taluni dirigenti affermano, che la presenza dei genitori nei Consigli d’Istituto metta l’anima in pace chi ha la responsabilità primaria di scegliere, per qualità e costi, i libri su cui dovranno studiare i nostri ragazzi.

(Scarica files MEDIE SUPERIORI)

Caro testo scolastico: i dati delle scuole medie senigalliesi

Con l’avvio della scuola il prossimo 15 settembre l’AGE, Associazione dei Genitori impegnati nella scuola, continua l’indagine sulla spesa dei libri di testo avviata un anno fa.

Ricordiamo che sull’argomento furono realizzati dei Forum dalla cui analisi (a. s. 2007/2008) emerse che mentre il tetto della prima media non era mai stato superato, quello della seconda e della terza lo fu sempre anche di diverse decine di euro. Anche per l’a.s. 2008/2009 verifichiamo la stessa situazione (vedi pdf). Le percentuali di scostamento, infatti, per le 2° e 3° rispetto ai tetti stabiliti dal Ministero (111 e 127 euro) variano dal +9% al +59% che non vanno a compensare la minor spesa della famiglia per la prima classe, semmai sarebbe possibile il contrario (art. 2 D.M n. 8 del 2008).

Dal calcolo sono ovviamente esclusi i dizionari e gli atlanti i cui costi comunque rimangono sempre molto consistenti. Questa situazione, comunque, non è giustificata dalle variazioni dei prezzi dei libri rispetto all’anno scorso, in quanto secondo l’AIE (Associazione Italiana Editori) pare che l’aumento abbia riguardato il 34% dei testi che sono rimasti comunque al di sotto del tasso d’inflazione, mentre solo il 4% l’ha superato. Invece, il 62% dei libri costa come l’anno scorso. Quindi, la domanda è: Chi sbaglia? Il Ministero che pone dei tetti a caso? Il Consiglio d’Istituto che non fa bene i conti? O ci si affida alle strategie competitive (sconti e mercato dell’usato) per far sì che le famiglie spendano il meno possibile per mandare i figli a scuola?

(Scarica file SCUOLE MEDIE)