Forum dell’Age sul caro testo scolastico. La proposta

Scritto il Libro Bianco sui costi sostenuti dalle famiglie della città per i libri di scuola, siamo andati ad illustrare la nostra proposta all’Assessore alla P.I. Simone Ceresoni.

La strada che il Forum AGE ha scelto, anche da un’analisi attenta delle varie esperienze sul territorio nazionale, è stata quella del ‘comodato d’uso dei libri’.

Cosa si intende esattamente per “comodato d’uso” dei libri di testo

Il comodato d’uso è un servizio che permette agli studenti di “prendere in prestito” direttamente  dalla scuola i libri di testo.


Come si attiva il Comodato d’uso
La Direzione scolastica d’accordo con gli Organi Collegiali, attraverso i quali si esprimono le famiglie,  dà il consenso per attivare la pratica del comodato d’uso.

Chi sono i destinatari del comodato d’uso
Tutte le famiglie

Quali sono gli strumenti di applicazione del Comodato d’uso
La  sottoscrizione di un contratto tra la Scuola (COMODANTE)  e il Genitore (COMODATARIO).
 
Quali sono gli obblighi delle parti coinvolte

Il Collegio Docenti dovrà impegnarsi a non cambiare i libri di testo (e questo dall’anno prossimo sarà possibile grazie al blocco delle adozioni per cinque anni salvo aggiornamenti). Le famiglie  e soprattutto gli  studenti  si impegnano a restituire i libri in buone condizioni alla fine dell’anno scolastico o del ciclo di studi. Nell’eventualità in cui i libri fossero danneggiati le famiglie dovranno, a loro spese, acquistare il libro di testo preso in prestito e restituirlo integro alla scuola.

Ipotesi sulle fonti di finanziamento
Le famiglie aventi diritto (criteri ISEE), aderendo al comodato d’uso, potrebbero ‘girare’ il buono libro alla Scuola che acquista i libri per tutti. Le famiglie liberamente potrebbero affidare alla Scuola i libri acquistati e che non saranno più utilizzati (l’anno scorso un’indagine ha evidenziato che il 56% delle famiglie è effettivamente disponibile ad affidare i testi alla scuola per una loro ricollocazione). Finanziamenti pubblici e privati che integrerebbero la spesa per l’acquisto (Comune, Regione, USR, Banche, Associazioni e Aziende private). Contributi liberi da parte delle famiglie interessate. Fondi della scuola. Raccolta fondi realizzando attività a pagamento (spettacoli), organizzazione di pesche, vendita di oggetti, ecc.

Organizzazione e gestione:
Comune, Scuola e Associazione Genitori di Senigallia

Finalità sociali ed educative del comodato d’uso:
Integrare gli alunni svantaggiati, consentendo la fruizione dei libri di testo a tutti gli alunni, senza distinzione, avendoli a disposizione dal primo giorno di scuola o non appena inseriti nella nuova classe (se provenienti da altra scuola); Educare al rispetto del libro per il suo riutilizzo da parte di altri ragazzi e quindi educare ad un diverso modo di studiare evitando di prendere appunti sui libri. Educare al rispetto degli altri, alla solidarietà ed al senso di responsabilità. Educare al rispetto di un bene, la carta, sempre più prezioso e quindi dell’ambiente. Venire incontro alle esigenze economiche delle famiglie, soprattutto quelle in difficoltà nel passaggio dalla scuola primaria a quella secondaria.

Sperimentazione:
Dall’anno scolastico prossimo, alle scuole, che vorranno sperimentare per alcune classi la modalità del comodato d’uso, verrà proposta, in collaborazione con i docenti, un’attività d’informazione e di sensibilizzazione per i ragazzi e le loro famiglie, da svolgersi nel corso della primavera prossima.  La sperimentazione è necessaria per qualche anno al fine di consentire l’ampliamento graduale della dotazione libraria presso la scuola.

AGE Senigallia. Bilancio sociale 2007

Il 17 ottobre presso la Facoltà di Economia dell’Università di Macerata sono stati presentati 15 Bilanci sociali di altrettante Associazioni di Volontariato delle Marche tra cui quelli dell’AGE di Senigallia e l’AGE di Pesaro. (scarica files a sinistra). La consulenza tecnica per la redazione è stata del Centro Servizi del Volontariato delle Marche.

Partecipare per Educare

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Contributo delle Associazioni Genitori delle Marche alle P.d.L. n. 256/08  “Sistema educativo e formativo regionale” e P.d.L. n.  261/08 “Norme sul sistema educativo di istruzione e formazione della  Regione Marche”.

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PREMESSA

 

La famiglia, come componente fondamentale della “Comunità educante”, si percepisce ancora come destinataria del servizio educativo più che protagonista di scelte educative.

 

Lo vediamo nella Scuola dove i meccanismi della partecipazione vera sono ancora molto arrugginiti e lo vediamo nelle città dove la nascita di Comitati di cittadini sono una reazione scontata alle Amministrazioni che danno la sensazione del coinvolgimento sui processi decisionali ma che si percepisce in realtà abbiano già tutto deciso.

 

Oggi la famiglia sente il fremito della partecipazione perché è consapevole che molte cose potrebbero andare meglio grazie anche al suo contributo. Quindi, è necessario che si individuino degli spazi istituzionali di condivisione e di ascolto delle istanze familiari, perché spesso la famiglia non è affatto sollecitata a partecipare alla vita della scuola o di altri importanti contesti, perché nessuno ha ancora un’idea su come debba farlo. Dire: “Tanto i genitori non partecipano, tanto la gente non viene” è solo una terribile scusa su come non si riesca a coinvolgerla a partecipare.

 

Quindi l’occasione offerta dalle due proposte di Legge sul “Sistema educativo e formativo regionale” ci pare propizia per sollecitare alcune correzioni che riguardano proprio il tema della partecipazione.

 

Conferenza regionale per il sistema educativo e formativo (art. 4 del PdL 258/08 e art. 9 del PdL 261/08).

 

In questi articoli non è prevista la presenza permanente delle Associazioni dei genitori maggiormente rappresentative a livello nazionale che il Ministero della Pubblica Istruzione ha ritenuto che siano l’AGE, il CGD, e l’AGESC. D’altro canto, già l’Ufficio scolastico regionale delle Marche ha nel 2003 istituito a livello provinciale e regionale i Forum delle associazioni dei genitori al fine di valorizzare nella scuola la componente dei genitori e assicurare una sede stabile di consultazione delle famiglie sulle problematiche studentesche e scolastiche.

L’associazionismo dei genitori a livello nazionale è riconosciuto, incoraggiato e sostenuto anche economicamente. (vd. “Protocollo d’intesa tra il Ministero della Pubblica Istruzione e le Associazioni dei Genitori” del 10 ottobre del 2007). E’ tempo, quindi, che venga adeguatamente riconosciuta la funzione che le Associazioni Genitori svolgono in favore della scuola, quando preparano, motivano, informano, organizzano, assistono i genitori, in modo che il loro apporto non sia improvvisato, ma “qualificato a livello pedagogico, relazionale e partecipativo”.

 

 

Educazione degli adulti (art . 11 del PdL 258/08 e art. 6 del Pdl 261/08)

 

Riteniamo che debba essere resa esplicita l’educazione alla genitorialità (“Scuole dei Genitori”) che è quel complesso di conoscenze e competenze necessarie per un corretto rapporto con i figli fin dalla loro giovanissima età. La prima agenzia educativa, ossia la famiglia, ha bisogno di continui apprendimenti e rinforzi che diano le chiavi di lettura di generazioni in rapida e spesso imprevedibile evoluzione. I fenomeni del ‘bullismo’, e più in generale del disagio giovanile che degrada nell’uso di sostanze come alcol e droga, sono causati spesso da una assente o inadeguata preparazione dei genitori ad affrontare questioni spesso più grandi di loro.

 

Connessa a quanto sostenevamo in premessa è l’educazione alla partecipazione negli organi collegiali della scuola. La libertà nelle scelte educative della famiglia e la possibilità concreta di esprimere, nei contesti istituzionali deputati, il proprio punto di vista richiede una crescita personale e di consapevolezza del ruolo che si ricopre. Sappiamo bene che gli organi collegiali della scuola potrebbero funzionare egregiamente se la componente dei genitori fosse motivata e preparata al confronto con le altre componenti del collegio. L’assenteismo e la scarsa partecipazione denotano, invece, scarsa consapevolezza del mandato che è stato affidato loro dalle assemblee dei genitori.       

 

 

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