I pannolini lavabili, quali strategie per una giusta introduzione?

In questi giorni la Provincia di Ancona ha varato l’importante iniziativa dei pannolini lavabili che saranno distribuiti ai primi mille bambini nati nel 2010, sulla quale ci sentiamo di fare qualche considerazione.

Nella scorsa campagna elettorale abbiamo parlato spesso degli enormi vantaggi che l’utilizzo di un simile prodotto possa arrecare al sistema dei rifiuti, nonché alle tasche delle famiglie. Tuttavia, avremmo pensato ad una sua diversa strategia di introduzione, trattandosi di un bene di sì facile utilizzo ma che impone una scelta molto consapevole.

Sfruttando l’occasione delle elezioni comunali, abbiamo chiesto ad un certo numero di neo mamme se conoscevano il prodotto e se, soprattutto, l’avevano mai utilizzato. Molte non lo conoscevano, ma in diverse che l’avevano usato, l’avevano presto abbandonato in quanto riferivano che erano molto poco pratici.

La nostra conclusione è che il passaggio dall’usa e getta a quello lavabile non è scontato né automatico, soprattutto perché le neo-mamme quando tornano a casa hanno bisogno, per la propria tranquillità, di prodotti di immediato e facile utilizzo, al di là della propria sensibilità e cultura ambientale. Allora crediamo che qualche correttivo al lancio di un prodotto così ‘sensibile’ andava fatto.

Il canale distributivo. Il progetto prevede che le mamme, dopo aver ricevuto il coupon vadano in farmacia e prelevino il kit di pannolini. In questo caso, avremmo visto più adatte le strutture ospedaliere specifiche o consultoriali, deputate a svolgere un delicato ruolo di accompagnamento delle mamme al parto, alla consegna del primo kit, lasciandone alle farmacie la continuità commerciale.

La formazione. La messe informativa, anche in più lingue, prodotta per il lancio, con la relativa campagna di comunicazione, potrebbe risultare eccessiva e controproducente per un bene che andrebbe ‘spinto’ invece in un ambiente necessariamente più consulenziale. A questo proposito, ci domandiamo se i pediatri, i ginecologi, le ostetriche, i consulenti familiari sono stati coinvolti in questa campagna informativa.

Le Asur e i Comuni. Altre esperienze di questo tipo ci raccontano che le Istituzioni comunali e sanitarie sono state coinvolte a monte in questo progetto, in qualità di nodi di una rete logistica e formativa molto qualificata. Addirittura, alcuni bilanci comunali hanno stanziato delle somme che servissero a ‘regalare’ il primo kit, come sostegno molto apprezzabile alle famiglie ma anche come incentivo ad utilizzare un prodotto che potesse dare sollievo all’ambiente in termini di costi per la raccolta e lo smaltimento.

Il primo kit. Il coupon rilasciato alle famiglie prevede che il primo kit contenga 3 pannolini lavabili (valore 50 euro) ma gli esperti del settore ci informano che i per i primi tempi, dovendo consentire il ricambio continuo (6-8 al giorno), sarebbe necessario un kit di almeno 10-15 pannolini per un valore che, a seconda delle marche, oscillerebbe tra i 180 e i 260 euro.

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