Il pannolino ecologico. Intervista a Laura Ciarloni

“Le Politiche per la famiglia hanno bisogno di una micro-progettualità intensa che coniughi le molteplici esigenze di una famiglia con l'ambiente in cui vive”.

Intervistando la Signora Laura Ciarloni, esperta di prodotti per l’infanzia, ho voluto mettere in evidenza quanto sarà importante incentivare la scelta del pannolino ecologico per una serie di ragioni economiche, sanitarie, sociali ed ambientali. 

Quali sono le caratteristiche del pannolino ‘usa e getta’ e che differenza c’è con quelli ecologici e lavabili?

Forse non tutti sanno che nei primi due anni e mezzo di vita del bambino si effettuano circa 5000 cambi, pari a 1 tonnellata di rifiuti indifferenziabili. I pannolini gettati rappresentano fino al 10% di tutti i rifiuti urbani e sono la terza voce in quantità di rifiuti domestici; non sono riciclabili e di difficile smaltimento. L’incenerimento dei pannolini comporta l’emissione di gas tossici mentre nelle discariche impiegano circa 500 anni per decomporsi; qui i batteri e i virus presenti possono diffondersi attraverso insetti e roditori o arrivare a contaminare le falde acquifere. Per produrre i pannolini usa e getta vengono impiegati notevoli quantità di prodotti chimici (plastica, idrogel e sbiancanti). Per garantire l’assoluta impermeabilità vengono adottati materiali sintetici che a causa del loro surriscaldamento provocano la sudorazione della pelle e possibili irritazioni ed allergie. Infine, i silicati e i gel super assorbenti danno una sensazione di asciutto che non permette il riconoscimento del bagnato da parte del bambino ritardandone il rilascio. Tutte queste caratteristiche diremmo negative i pannolini ecologici non le hanno. Infatti, per quanto riguarda lo smaltimento essi possono essere gettati nell’organico essendo completamente biodegradabili, in più quelli lavabili si riutilizzano fino alla loro definitiva dismissione ed addirittura trasferiti ai fratelli nati dopo. 

Quali altre caratteristiche positive presentano questo tipo di pannolini facendo riferimento soprattutto a quelli riutilizzabili.

Questi pannolini si lavano con il resto del bucato con un semplice detergente senza ammorbidenti disinfettanti o altri prodotti chimici. Possono essere di taglia unica nel senso che ci sono degli automatici che ne regolano la misura man mano che cresce, oppure taglie che vanno da un minimo di peso ad un massimo. Sono fatti in fibra di bambù, materiale naturale superassorbente e traspirante, che si ammorbidisce ad ogni lavaggio. Il cambio è altrettanto rapido così come per quello usa e getta.

Quale è l’opinione delle utilizzatrici?

Le mamme si stanno avvicinando gradualmente all’uso di questa tipologia di pannolini, perché è cresciuta la loro sensibilità culturale verso l’ambiente, perché in più di un’occasione hanno ricevuto prima del parto le informazioni necessarie sulla qualità del prodotto e perché sono state sensibilizzate a farne un uso consapevole. Il passaggio dall’usa e getta a quello lavabile non è scontato né automatico, soprattutto perché le neo-mamme quando tornano a casa hanno bisogno, per la propria tranquillità, di prodotti di immediato e facile utilizzo. Comunque, sta crescendo l’uso del lavabile soprattutto perché alla base c’è una seria e paziente opera di coinvolgimento da parte sia delle strutture sanitarie che di quelle commerciali specializzate. Una costante e diffusa campagna informativa a supporto, tuttavia, sarebbe necessaria e auspicabile.

 I costi sono sostenibili? Un contributo alle famiglie per favorirne l’uso sarebbe gradito?

Parliamo soprattutto di costi iniziali. Naturalmente, per i primi tempi, dovendo consentire il ricambio continuo (6-8 al giorno), sarebbe necessario un kit di almeno 10-15 pannolini che, a seconda delle marche, oscillerebbe tra i 180 e i 260 euro. Tuttavia, questo investimento iniziale sarebbe ben ripagato alla fine perché il risparmio risulterebbe intorno ai 2000 euro. Regalare un kit all’inizio sarebbe un sostegno molto apprezzabile ma anche un incentivo ad utilizzare un prodotto che dia sollievo all’ambiente in termini di costi per la raccolta e lo smaltimento da parte dell’Ente.  

2 risposte a “Il pannolino ecologico. Intervista a Laura Ciarloni

  1. è vero, i genitori vanno aiutati economicamente a lanciarsi in quest'avventura: quando ho iniziato io nel 2008 mi sarebbe servito, invece ho fatto tutto a mie spese…e non pensate che una napoletana che toglie 1 tonnellata di rifiuti dalla strada andrebbe in qualche modo "ricompensata"? invece ho avuto la tarsu aumentata!! 
    Ma, soprattutto, il genitore andrebbe seguìto, accompagnato in questa scelta. Io sono tenace e non mollo finchè non ne vengo a capo. Ma non tutti possono/vogliono. Mi spiego: quando, dopo il primo acquisto, il bellissimo pannolino lavabile super fashion viene indossato da mio figlio, perdeva da tutte le parti alla prima pipì! Allora mi sono messa su internet e alla fine ho capito in cosa sbagliavo, aiutata da mamme di tutta italia alle prese con analoghe difficoltà. Le stesse mamme con cui, proprio per supportare altre che vogliono fare la stessa scelta, abbiamo creato e animato il sito web (senza scopo di lucro) http://www.nonsolociripa.it
    Ho usato i pannolini lavabili con soddisfazione ed in modalità esclusiva (rarissime eccezioni) cioè in casa, fuori casa e al nido, per 2 anni.
    Lo rifarei con un altro figlio, perchè ho capito che è solo questione di organizzazione  e no mi impegna più di 30-40 minuti a settimana.
    Ciao.
    Laura

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