La quarta gamba del welfare mix

Il modello senigalliese di Welfare mix descritto dall’Assessore Volpini, in un suo recente intervento, poggia su tre gambe: lo Stato, il Mercato e il Terzo Settore. A suo avviso non avrebbe spazio la quarta: la famiglia, in quanto priva di sufficienti informazioni e conoscenze per valutare i servizi in un’ottica di benessere collettivo.

Partendo dai mezzi di interscambio che i primi tre produttori di servizi hanno allo stato ‘puro’ (il mercato con il denaro, lo Stato con il potere, il diritto e il controllo e il terzo settore con la solidarietà), le reti familiari fondano il mutuo aiuto sulla reciprocità (parentela, amicizia, vicinato), intesa come uno scambio basato sulla riconoscenza. La varietà e la ricchezza di azioni di aiuto, assistenza, educazione e cura di questi soggetti primari indica che la rete del Welfare ammetta a pieno titolo la presenza della Famiglie come interlocutori informati e competenti sui bisogni del territorio. Infatti, se osserviamo come queste famiglie si muovano, non risulta difficile riconoscere che la collettività è pervasa da un sistema di reti che trae linfa dall’iniziativa dei loro componenti, dai loro orientamenti esistenziali, dalle circostanze e sostanzialmente dal loro bisogno. Inoltre, ci sono le reti secondarie che si realizzano per iniziativa di alcuni membri delle reti primarie per rispondere a propri bisogni o per trovare soluzioni a difficoltà comuni senza che esse acquisiscano per questo uno status di natura istituzionali.

Accompagnare stabilmente i propri figli e quelli di altri a scuola (p.e. il Mobility Game promuove la mobilità sostenibile), scambiare in comodato gratuito i libri di scuola (per contrastare il caro testo scolastico), educare le famiglie all’uso dei pannolini lavabili (per ridurre il pesante impatto ambientale di quelli usa e getta), farsi carico periodicamente di approvigionamenti all’ingrosso (favorisce la crescita dei Gruppi d’Acquisto Solidale), introdurre il servizio di Tagesmutter (dà una risposta flessibile alla domanda di nido) sono esempi di come le famiglie siano in crescente movimento…. Quello che noi suggeriamo, onde evitare derive ‘neo-liberiste’, è la promozione da parte dell’Ente di un ‘contenitore’ o di un ‘luogo’ (Consulta della Famiglia o un Forum permanente) che includa sia le reti primarie che quelle secondarie, grazie al quale si possano offrire servizi innovativi rispondenti alle necessità delle famiglie in un’ottica di valorizzazione di tutte le risorse disponibili, offrendo un coordinamento e un’armonizzazione dell’offerta, ma anche uno stimolo per l’attivazione di nuove risposte alle richieste insoddisfatte.

La rete che assume ‘una certa struttura’ permette le sue ‘gemmazioni’ e così da una pianta ne nasce un’altra, e, proprio come avviene in natura, quest’ultima non rappresenta la clonazione della precedente poiché l’attività sarà basata sulle esigenze individuali e si orienterà secondo le necessità locali. Infine, il nodo molto delicato della formazione alla rete delle famiglie che noi abbiamo sempre identificato nelle scuole dei genitori perchè rappresentano le sedi ideali per far sì che si affrontino, oltre alle questioni educative, quei bisogni che invocano ancora una risposta.

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