Progetto ‘Educare non punire’. Il parere dell’Associazione Genitori

a mani fermeIl Progetto, finanziato dalla Commissione Europea e coordinato da Save the Children Italia, con la collaborazione dell’ANPE (Associazione Nazionale Pedagogisti) e della SIP (Società Italiana di Pediatria), è stato presentato sabato pomeriggio a Senigallia. Elena Siano, Vice Presidente dell’AGE, esprime alcune considerazioni in merito.

Quali sono le finalità del Progetto? ‘Educate don’t punish’ ha come finalità quella di proteggere i bambini dalle punizioni fisiche o corporali e dalle altre forme di punizioni umilianti e degradanti in tutti i contesti, compreso quello familiare, promuovendo la genitorialità positiva.

Il Progetto sembra essere molto chiaro in questo, ‘niente più schiaffi’in casa? Le punizioni corporali nei confronti dei bambini in ambito familiare non è espressamente vietato per legge, mentre in Svezia è addirittura vietato dal 1979 ed in Romania dal 2004. Pare, comunque di si, lo schiaffo lascia un segno che non è solo fisico ma soprattutto emotivo e può rendere difficile la relazione tra genitore e il bambino e in taluni casi comprometterla. Ma io non sono totalmente d’accordo.

In che senso, fa delle eccezioni? Secondo me, qui si fa confusione tra episodicità del gesto e maltrattamento reiterato, quindi di abuso. La tendenza a considerare il gesto violento come deprecabile in tutte le situazioni mi sembra eccessivo. Lo schiaffo va sempre contestualizzato e non lasciato carente di verbalizzazione, con una ripresa successiva del dialogo quando le acque si sono calmate. Certo, lo stress, determinato dal superamento del lecito da parte dei bambini, può provocare lo scatto di rabbia che non è assolutamente patologico, anzi, definisce esattamente quali sono i limiti del tollerabile. L’autorevolezza non va mischiata con l’autoritarismo che invece tende a ridurre eccessivamente la libertà dei bambini.

Eppure, dalla ricerca che è stata fatta con i pediatri, primi consulenti genitoriali, risulta che lo ‘schiaffo non finisce mai’…Effettivamente la posizione dei pediatri mi sorprende. Le racconto un aneddoto del mio vissuto. Il mio pediatra, di origine campana, amava riassumere lo stile educativo in un motto: “Mazz’ e panell’ fann’ e figl’ bell” ossia bastone e pane fanno crescere bene i bambini. Molti di noi sono cresciuti con questa consapevolezza e non credo che gli schiaffi ci abbiano mai fatto del male. Certo, rimane l’amarezza di aver perduto il controllo ed aver alzato le mani, ma i bambini non credo che ci giudichino violenti per questo. Tutto dipende da cosa succede dopo lo schiaffo.

Insomma, vale la vecchia scuola di pensiero…. Importante è capire di cosa stiamo parlando. Situazioni di coniugalità difficile, di isolamento sociale e culturale, di indigenza economica, carenza di informazione e di esperienza genitoriale positiva effettivamente possono determinare lo scarico delle tensioni sui minori con danni anche permanenti. Questi casi bisogna monitorarli con regolarità e competenza grazie alla rete delle famiglie e dei servizi; ma se una coppia di genitori, magari alle prime armi con l’educazione dei figli mi domandasse un buon consiglio per arginare la perseverante disubbidienza, non esiterei a tirar fuori dalla casetta degli attrezzi un energico e sonoro ceffone.

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