REPORT AGE

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 1) MANOVRA FISCALE E FAMIGLIA

È partita in Parlamento la discussione sulla manovra fiscale bis proposta dal Governo. Per evitare la "stangata" sulle famiglie con figli e per far ripartire il Paese, il FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI insiste su due proposte, che anche l’AGe condivide pienamente:

 revisione dell’ISEE

 Introduzione del Fattore Famiglia

La manovra fiscale, o meglio le manovre fiscali (la prima già approvata in luglio, la seconda discussa in agosto e oggi in Parlamento), colpiscono in modo particolare la famiglia con figli, sia in maniera diretta, con il taglio delle detrazioni per figli a carico, sia in maniera indiretta con l’inevitabile aumento del costo dei servizi alle famiglie (asili, scuole, mense scolastiche, trasporti, … causati dalla progressiva riduzione dei trasferimenti dello Stato a Regioni e Comuni.

Le famiglie con figli quindi pagheranno più degli altri il costo della manovra finanziaria proposta dal Governo ed in discussione ora al Parlamento.

Nel contempo l’ISTAT (luglio 2011) segnala che l’11% delle famiglie vive sotto la soglia di povertà relativa, ma se consideriamo le famiglie con 3 o più figli minori questa quota sale al 30,5%. Inoltre il 4,6% del totale delle famiglie vive sotto la soglia di povertà assoluta, ma se consideriamo le famiglie con 3 o più figli minori questa quota sale all’11,9%.

Sul versante opposto, dai dati della Banca d’Italia (2010) emerge che il 10% delle famiglie più ricche possiede quasi il 45% dell'intera ricchezza netta delle famiglie italiane. Inoltre in Italia i grandi patrimoni sono i meno tassati d’Europa. Ma in momenti di crisi e difficoltà economiche è giusto che chi può dare di più, dia.

Leggete l’intera riflessione del Forum delle Associazioni Familiari nel nostro sito

http://www.age.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=311&mode=thread&order=0&thold=0


2) ABROGAZIONE DELLA FESTA DEL SANTO PATRONO: LASCIATECI ALMENO QUELLA! (riflessione dell’Ufficio Famiglia AGe)

 Nel calendario delle nostre famiglie certamente la festa del Santo Patrono è un appuntamento atteso e vissuto con forte intensità. Inoltre, la ricorrenza rappresenta un momento fondamentale nella vita civile e religiosa della comunità e di grande coesione, da sempre le comunità si riconoscono in antiche e consolidate radici cristiane. Il fatto che sia prevista la chiusura di uffici, aziende, scuole, ecc. consente ai genitori e ai figli di trascorrere una giornata di festa e di serenità nella propria città o paese nel rispetto di belle tradizioni. Sono secoli che la comunità si riunisce nel giorno del Santo Patrono rafforzando la propria coesione e accogliendo i nuovi abitanti. E’ parte integrante della tradizione civica e non solo ecclesiale della comunità. Basta solo sottolineare come in ogni località la chiesa dedicata al patrono sia particolarmente preziosa sotto il profilo architettonico ed artistici, degli ex-voto, ma soprattutto sia meta di tanti devoti. Il Santo Patrono è sentito come parte viva della storia, anche in ragione della particolare protezione assicurata nei secoli alla città e ai singoli. E allora perché il governo, con il decreto legge del 12 agosto scorso, nella prospettiva di risparmiare e lavorare di più, vuole abolire la festa del patrono nella data tradizione e accorparla alla domenica? E' forse quel giorno che fa quadrare il bilancio? Come è stata fermata la scure del governo che in primo momento si voleva abbattere su tre sentite feste civili, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno, ora occorre che sia risparmiata la festa del Santo Patrono. Già la famiglia paga, e tanto, e con la manovra pagherà ancora di più in imposte e per i servizi (scolastici, sanitari, trasporti,ecc)!La motivazione è la necessità di far quadrare i conti? Allora la scure si abbatta innanzitutto e con decisione sull'evasione fiscale, sui privilegi di pochi, sui costi sempre più pesanti per la "casta politica" a tutti i livelli, su tante storture; e per favore, lasciateci la festa del Patrono, momento di unità, solidarietà, e anche festa per una comunità intera e per le famiglie che la compongono.

3) GIOVANI, ALCOOL E DROGA

Un problema a cui sembra non vi sia soluzione, ma su cui noi AGe siamo chiamati a sviluppare e sostenere corsi di formazione e di sensibilizzazione per genitori, docenti ed educatori e promuovere nelle scuole frequentate dai nostri figli attività specifiche sul tema. Di seguito alcune tendenze e problemi … conoscere per capire!

– Nel corso del congresso europeo dei cardiologi fissato a Parigi fra il 27 e il 31 agosto sono stati presentati i risultati del confronto fra farmaci basati sulla molecola anticoagulante

Apixaban e quelli che sfruttano invece il principio noto come Warfarin. Entrambe le tipologie di prodotto mirano al contrasto degli ictus derivanti dalla fibrillazione e l'obiettivo di parte della comunità medica e farmaceutica è puntato in particolare su quei fenomeni di fibrillazione che sono tipicamente indotti dall'abuso di bevande alcoliche.

BINGE DRINKING, LO SBALLO DEL SABATO SERA. Il binge drinking è uno dei comportamenti giovanili di maggiore diffusione e di maggiore pericolo: si tratta di bere almeno 5 alcolici in meno di 2 ore e senza mangiare nulla. Un problema, quello del frequente ricorso all'alcol e delle patologie cardiache a esso correlate, che interessa in Italia fasce sempre più giovani della popolazione. Secondo Antonio Raviele, direttore del dipartimento cardiovascolare dell'ospedale dell'Angelo di Mestre, sono frequenti i casi di «giovani che dalla discoteca vengono portati direttamente in ospedale a causa di una crisi di fibrillazione atriale dopo una sbornia». E 470 mila ragazzi con meno di 16 anni (18,5% dei ragazzi e 15,5% delle ragazze) consumano alcolici smodatamente secondo la tendenza del binge drinking, esplosiva miscela di bevande d'ogni genere, per il puro gusto dello sballo.

SBALLATI PER DIVERTIMENTO O PER STUPIDITÀ? Uso di prodotti chimici insospettabili come i sali da bagno, una generazione di aspiranti suicidi cerca di provare l'estremo mettendo a rischio la propria vita. I sali da bagno sono venduti in tutta legalità in metà stati americani e in molti paesi europei, Italia compresa. Ora sono ovunque oggetto di bando soprattutto perché gli effetti sono devastanti, con febbri altissime, spasmi gravi, pressione alle stelle, allucinazioni e alterazioni di stato di coscienza, episodi di autolesionismo e violenza: insomma, fanno impazzire e uccidono. Le sostanze chimiche colpevoli di questi effetti sono il mefedrone e il Mdpv, simili al principio chiamato cathinion, una droga diffusa in Africa ed Europa. I sali sono venduti sotto forma di polvere bianca e sono fumati, iniettati o aspirati.

EYEBALLING: in Europa l'eyeballing è noto da tempo ed è diffusissimo su internet. A Campo dei Fiori a Roma in questi giorni ne sono stati già segnalati alcuni casi. Nato tra i giovani dei college inglesi si è prontamente diffuso in America: il tam tam sul web è stato inarrestabile, su Youtube attualmente ci sono almeno 700 video con ragazzi che si versano vodka sugli occhi e urlano in preda a un bruciore fortissimo. Chi ha provato ad analizzare questo trend spiega che le ragioni per cui i ragazzi che "bevono" vodka con gli occhi lo fanno perché credono che sia il metodo molto più veloce per ubriacarsi, ritenendo che attraverso il bulbo oculare l'alcol arrivi direttamente nel sangue. I medici condannano senza appello questa pratica: "E' come buttarsi candeggina negli occhi" dicono gli studiosi inglesi. Danni alla vista, bruciore e lesioni alla cornea le conseguenze più normali, lacrimazione, rossore, impossibilità di aprire gli occhi, dipende dalla quantità di vodka. In compenso lo sballo sarebbe come riferito dai medici: "un effetto locale sulle pupille, quindi di forte irritazione ma provoca una distorsione sulle immagini: uno sballo sia visivo che organico. In alcuni casi si può svenire".

BALCONING: il balconing è un fenomeno noto già da alcuni anni a Ibiza e Maiorca, ma esploso durante l'estate 2010. Giovani che dopo una notte a base di alcol e droga si lanciano dai balconi dei loro alberghi per cercare di tuffarsi direttamente nella piscina o di saltare sulla terrazza di un’altra stanza. Spesso il salto finisce male, i giovani si schiantano e muoiono.

– CHOKING: Si tratta di provocare uno svenimento per soffocamento per raggiungere uno stato di euforia. La pratica consiste nel bloccare per alcuni secondi l'afflusso di ossigeno al cervello esercitando una pressione sulla carotide, praticando un 'finto strangolamento'. L'ipossia che deriva dall'azione di soffocamento provoca una temporanea perdita dei sensi, un blackout appunto, cui fa seguito uno stato di stordimento e benessere. I primi casi in Italia pochi mesi fa.

4) RIFLESSIONI SU FACEBOOK

Alcuni spunti molto interessanti ed importanti di riflessione con l’invito a tutti i i consiglieri a sostenere e promuovere attività di incontro e formazione sulla tematica delle nuove tecnologie e dei nuovi modi di relazioni fra i giovani. Nella nostra pagina Facebook http://www.facebook.com/notes/age-associazione-italiana-genitori-onlus/facebook-il-filosofo-inglese-roger-scruton-contro-la-rete-di-mark-zuckerberg-par/283316371682092 abbiamo ripreso alcune provocazioni del filosofo inglese Roger Scruton: secondo Scruton Facebook non è un facilitatore di amicizie e relazioni umane, bensì un luogo in cui i rapporti sociali sono mutuati ed esasperati, in cui si spinge "la gente a mettersi in mostra e, dall'altra parte, a diventare dei 'guardoni' anch’essi di quanti si espongono online". Scruton, che già in altri libri si è occupato del rapporto tra mezzi di comunicazione e religione, e di Internet e terrorismo, investe i social network di una duplice responsabilità: da una parte l’aver stimolato ben oltre il dovuto il livello delle relazioni di amicizia tra le persone in rete, dall’altra l’aver generato solo simulacri di rapporti, la gran parte dei quali fittizi e privi di basi concrete.

E può anche capitare che …  

La spogliano nuda e mettono le foto su Facebook. A 16 anni tenta il suicidio (notizia di Martedí 06.09.2011): L'hanno spogliata in un parco, l'hanno fotografata e poi hanno postato le foto su Facebook. Vittima di una gang di 5 persone è stata una ragazzina di 16 anni. I cinque sono finiti in carcere con una pena totale di 18 anni e mezzo. Le fotografie della ragazza nuda sono state scattate dalla 27enne Victoria Beckford e dal 29enne Sihobhan Vaughan che le ha poi aggiunte al profilo dell'adolescente sul sito di social networking. La 16enne ha tentato il suicidio, non sopportando il peso della vergogna. La vittima era stata presa in ostaggio come punizione per un debito di 50 sterline. Prima di essere portata al parco e denudata i membri della banda l'hanno chiusa in un armadio e poi presa a pugni e frustate con una cintura di pelle.

Sballo, scimpanzè e buone pratiche di genitorialità a Senigallia


20091228-bevande-alcol-minoriLa lodevole iniziativa, intrapresa dal Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’ASUR 4 di Senigallia, in collaborazione con le Associazioni “Primavera” e “Camminiamo insieme”, coinvolge tutti coloro che sentono il bisogno di informarsi e di confrontarsi sulle tematiche relative al disagio giovanile.

La risposta delle istituzioni e dell’associazionismo sul fronte della prevenzione sia per quanto riguarda i giovani stessi che le loro famiglie, in termini di progetti ed iniziative, in città, comincia a farsi sentire. Ma, mentre il coinvolgimento dei primi sembra più facile da realizzare, quella dei genitori comporta veramente tanta fatica.
Ma perché?
Di seguito riporto una lettera, che di tanto in tanto tiro fuori, e che ho ricevuto qualche mese fa da un genitore che mi spiegava quali fossero i motivi che lo ‘bloccano’ a chiedere qualsiasi genere di aiuto.

…oggi possiamo vivere un’avventura alla quale non siamo stati preparati. Non sappiamo, infatti, come cavarcela con un figlio di 16 anni che abbiamo scoperto mentre tira una sigaretta o uno spinello. Rimaniamo di sasso quando abbiamo trovato nella sua camera un dvd a luci rosse o una rivista pornografica. Non sappiamo come richiamarlo all’ordine quando si ritira a casa sempre più tardi, compreso il sabato notte mezzo ubriaco. Cadiamo nella disperazione se ci chiamano per dirci che nostro figlio ha lanciato un sasso sull’autostrada per motivi che non sappiamo spiegarci. Cosa è successo? Non abbiamo saputo insegnargli niente per meritarci questi dispiaceri?

In effetti, il modello che ho avuto in mente è sempre stato quello dei miei genitori che comandavano, esigevano ed io ubbidivo. Ma erano altri tempi. Oggi come faccio? Mi è difficile capire quale papà devo essere per affrontare le circostanze che ho appena descritto e, comunque, quando e se succederà la colpa sarà sempre e solo mia perché non ho saputo educare il mio ragazzo. La vergogna e l’imbarazzo mi bloccano, per orgoglio e dignità non riesco a chiedere aiuto a nessuno, rimango isolato e impotente.

Ho avuto modo di partecipare a qualche incontro sulla genitorialità, organizzato dalla Scuola o dal Comune, ma ho trovato solo consigli “esperti” che mi dicevano cosa dovevo o non dovevo fare. Dall’altra parte, ho trovato solo Enti o Associazioni che si prendono cura di quei poveri e sfortunati genitori che si ritrovano con dei figli tossicodipendenti o alcolizzati.

Ma di quei genitori che non hanno ancora un “problema”, chi se ne preoccupa? Di quei genitori che vogliono semplicemente dialogare e confrontarsi su quello che succede nella loro famiglia prima che scoppi la disperazione?

In effetti, i sintomi di un disagio li percepisco in casa direttamente o me li comunica la scuola quando il rendimento si abbassa o crolla. Non so se è già troppo tardi e quindi devo aspettarmi il peggio o, a denti stretti, devo aspettare solo che passi trattandosi di una crisi passeggera, tipica dell’età adolescenziale.

Ho provato a parlarne con il mio parroco e lui mi ha risposto che devo confidare in Dio, ho provato a parlarne con altri genitori che normalmente mi rispondono che loro il problema per ora non lo vedono e quindi tutto è sotto controllo (beati loro!); ho provato, infine, a consultarmi con uno psicologo che mi ha proposto una psico-terapia familiare ovviamente a pagamento.

Io sono certo che la mia condizione di “genitore abbandonato” la vivono in tanti ma nessuno, con coraggio, riesce a dirlo apertamente”.

Ecco, io spero che questa testimonianza forte possa aiutare tanti genitori ad aiutare se stessi in questo difficile passaggio della vita dei loro figli, cogliendo l’occasione per partecipare a questo importante intervento sulla prevenzione al disagio.

Il prossimo incontro avrà come titolo: “Significato e conseguenze dell’alcol negli adolescenti” ed avrà luogo mercoledì 16 marzo, ore 18, presso la Sala Comunale Ex Ostello, in via Marchetti 73.

Sul disagio giovanile i Genitori danno una mano a se stessi

La lodevole iniziativa, intrapresa dal Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’ASUR 4 di Senigallia, in collaborazione con le Associazioni “Primavera” e “Camminiamo insieme”, coinvolge tutti coloro che sentono il bisogno di informarsi e di confrontarsi sulle tematiche relative al disagio giovanile.

La risposta delle istituzioni e dell’associazionismo sul fronte della prevenzione sia per quanto riguarda i giovani stessi che le loro famiglie, in termini di progetti ed iniziative, in città, comincia a farsi sentire. Ma mentre il coinvolgimento dei primi sembra più facile da realizzare quella dei genitori comporta veramente tanta fatica. Ma perché? Di seguito riporto una lettera ricevuta qualche mese fa da un genitore che ci spiega forse quali siano i motivi che lo ‘bloccano’ a chiedere qualsiasi genere di aiuto.
 
“…..oggi possiamo vivere un’avventura alla quale non siamo stati preparati. Non sappiamo, infatti, come cavarcela con un figlio di 16 anni che abbiamo scoperto mentre tira una sigaretta o uno spinello. Rimaniamo di sasso quando abbiamo trovato nella sua camera un dvd a luci rosse o una rivista pornografica. Non sappiamo come richiamarlo all’ordine quando si ritira a casa sempre più tardi, compreso il sabato notte mezzo ubriaco. Cadiamo nella disperazione se ci chiamano per dirci che nostro figlio ha lanciato un sasso sull’autostrada per motivi che non sappiamo spiegarci. Cosa è successo? Non abbiamo saputo insegnargli niente per meritarci questi dispiaceri?
In effetti, il modello che ho avuto in mente è sempre stato quello dei miei genitori che comandavano, esigevano ed io ubbidivo. Ma erano altri tempi. Oggi come faccio? Mi è difficile capire quale papà devo essere per affrontare le circostanze che ho appena descritto e, comunque, quando e se succederà la colpa sarà sempre e solo mia perché non ho saputo educare il mio ragazzo. La vergogna e l’imbarazzo mi bloccano, per orgoglio e dignità non riesco a chiedere aiuto a nessuno, rimango isolato e impotente.
Ho avuto modo di partecipare a qualche incontro sulla genitorialità, organizzato dalla Scuola o dal Comune, ma ho trovato solo consigli “esperti” che mi dicevano cosa dovevo o non dovevo fare. Dall’altra parte, ho trovato solo Enti o Associazioni che si prendono cura di quei poveri e sfortunati genitori che si ritrovano con dei figli tossicodipendenti o alcolizzati. Ma di quei genitori che non hanno ancora un “problema”, chi se ne preoccupa? Di quei genitori che vogliono semplicemente dialogare e confrontarsi su quello che succede nella loro famiglia prima che scoppi la disperazione?
In effetti, i sintomi di un disagio li percepisco in casa direttamente o me li comunica la scuola quando il rendimento si abbassa o crolla. Non so se è già troppo tardi e quindi devo aspettarmi il peggio o, a denti stretti, devo aspettare solo che passi trattandosi di una crisi passeggera, tipica dell’età adolescenziale.
Ho provato a parlarne con il mio parroco e lui mi ha risposto che devo confidare in Dio, ho provato a parlarne con altri genitori che normalmente mi rispondono che loro il problema per ora non lo vedono e quindi tutto è sotto controllo (beati loro!); ho provato, infine, a consultarmi con uno psicologo che mi proposto una psico-terapia familiare ovviamente a pagamento.
Io sono certo che la mia condizione di “genitore abbandonato” la vivono in tanti ma nessuno, con coraggio, riesce a dirlo apertamente”.
 
Ecco, io spero che questa testimonianza forte possa aiutare tanti genitori ad aiutare se stessi in questo difficile passaggio della vita dei loro figli, cogliendo l’occasione per partecipare a questo importante intervento sulla prevenzione al disagio. 

Gli energy drink sono sconsigliati ai minori di anni 16

Estate, è tempo di spiaggia, bar e pub, di serate un pò più trasgressive e prolungate; ma bevande, apparentemente innocue come gli energy drink, nascondono insidie ancora poco prese in considerazione.

Venduti in lattina, spesso addizionati con anidride carbonica, gli Energy Drink, dal sapore dolce e appetibile, non sono in commercio in tutti gli stati europei; Danimarca e Norvegia, per esempio non hanno autorizzata la vendita e gli USA ne seguiranno le orme.

Cosa contengono

Le bevande energizzanti sono composte, perlopiù, da ingredienti innocui se presi singolarmente, ma probabilmente pericolosi se assunti in quantità elevate o in mix con l’alcool. Tra tutti, il principale è la caffeina in quantità variabili tra 80-200 mg (una tazzina di caffè ne contiene 80-85 mg). Si aggiungono poi taurina, guaranà, ginseng, erba mate, ginko biloba, creatina, carnitina, zuccheri, antiossidanti, vitamine. In una lattina da 250 ml caffeina e taurina sono presenti in quantità tripla ai drink tradizionali.

Effetti

I componenti degli Energy Drink facilitano un forte dispendio d'energia attraverso un incremento della pressione sanguigna, della velocità di reazione e del metabolismo, riducendo la percezione della fatica sia fisica sia mentale. La risposta agli effetti farmacologici della caffeina varia, ma in alcuni soggetti può indurre l'aumento eccessivo di frequenza cardiaca e pressione arteriosa.

Alcool e Energy Drink

L'associazione di Energy Drink e alcool, frequente nei cocktail, può dare al consumatore una sensazione illusoria di padronanza della situazione indotta dalla caffeina, che inibisce l'effetto sedante dell'alcool. In realtà, mentre lo stato di ebbrezza è mascherato, segnali come la fatica e la sonnolenza risultano attenuati, ma restano in agguato, poiché la concentrazione ematica di alcool non viene modificata. Terminato l'effetto della bevanda energetica, la sbornia si materializza con vomito, cefalea, disequilibrio, sonno e disidratazione, sintomi aggravati da caffeina e alcool.

Diffusione e abuso

Nel nostro Paese, sono gli under 30 ad abusare degli Energy Drink, spesso associati all'alcool. Oltre l'effetto stimolante e "potenziante", circa il 10% degli utilizzatori segnala effetti indesiderati come difficoltà ad addormentarsi, insonnia, ansia e palpitazioni. Anche se la presenza sulle etichette di avvertenze, che ne sconsiglino l'uso a soggetti cardiopatici ed ipertesi e ai minori di 16 anni, quello che desta preoccupazione è l’utilizzo, smodato e spesso incosciente, che gli adolescenti fanno degli Energy drink mischiati con gli alcoolici. I pericoli cui abbiamo accennato sono attualmente oggetto di discussione anche nella comunità scientifica, e sono stati denunciati di recente in alcuni articoli apparsi in letteratura.

In particolare, i rischi derivanti dall'assunzione simultanea di Energy drink e alcool consistono: 1) nella possibilità che soggetti, che non hanno una sufficiente percezione del loro stato di ebbrezza, possano essere responsabili di incidenti; 2) nella mancata percezione degli effetti sgradevoli dell’alcool, tale da indurne l’assunzione di quantità eccessive e di conseguenza aumentare le probabilità di sviluppo di dipendenza da alcool. E’ possibile che qualcuno ritenga queste preoccupazioni eccessive e obietti che si tratta di sostanze legali, che bisogna considerarla una sorta di trasgressione soft e che infine qualcosa bisogna pur bere. La stessa confezione degli Energy Drinks, colorata e scintillante, in fin dei conti attraente, tende ad attenuare giudizi troppo severi. Tuttavia, la reazione generale sarebbe diversa e sicuramente più allarmata se pensassimo a giovani e giovanissimi che associano nottetempo gin, vodka o whisky a dosi massicce di caffè.