Servizio di Asilo Nido Domiciliare, sono aperte le iscrizioni ai corsi

Locandina

L’AGE, con il patrocinio del Comune di Senigallia e la collaborazione del Centro Studi Nostos, il CIDI di Senigallia e il sostegno della Banca di Suasa e l’Associazione iDEE ha presentato giovedi scorso il servizio di asilo nido domiciliare, innovativo ed utile soprattutto per i bambini in tenerissima età.

Dopo un iter abbastanza lungo la Regione Marche ha promosso la scorsa estate con due delibere la sperimentazione di questo servizio, regolamentandolo sia sotto il profilo della struttura ospite (la casa) che di quello della formazione degli operatori.

Da un anno a questa parte l’attenzione e la sollecitazione dell’AGE non è mai venuta meno, attendendo che il momento della regolamentazione avvenisse il più presto possibile. Sull’importanza di questo servizio ci siamo già dilungati a suo tempo per il tipo di aiuto che dà alla famiglia a causa dell’assenza/lontananza di strutture per la prima infanzia e per la possibilità di lavoro che offre a molte mamme consentendo loro di poter conciliare il tempo di vita familiare con quello del lavoro.

Siamo giunti, quindi, ad una fase decisamente più operativa e nel corso della presentazione di giovedi sono stati illustrati il programma formativo per gli operatori, il modello organizzativo/gestionale e il progetto educativo del servizio.

Per coloro che volessero avviare l’attività nel primo semestre del 2013, informiamo che le pre-iscrizioni sono aperte e si potranno effettuare fino al 15 dicembre. Per qualsiasi informazione ci si può rivolgere alla segreteria del CIDI di Senigallia (071/ Tel 071 6607822), oppure telefonare al 328/3968698.

La quarta gamba del welfare mix

Il modello senigalliese di Welfare mix descritto dall’Assessore Volpini, in un suo recente intervento, poggia su tre gambe: lo Stato, il Mercato e il Terzo Settore. A suo avviso non avrebbe spazio la quarta: la famiglia, in quanto priva di sufficienti informazioni e conoscenze per valutare i servizi in un’ottica di benessere collettivo.

Partendo dai mezzi di interscambio che i primi tre produttori di servizi hanno allo stato ‘puro’ (il mercato con il denaro, lo Stato con il potere, il diritto e il controllo e il terzo settore con la solidarietà), le reti familiari fondano il mutuo aiuto sulla reciprocità (parentela, amicizia, vicinato), intesa come uno scambio basato sulla riconoscenza. La varietà e la ricchezza di azioni di aiuto, assistenza, educazione e cura di questi soggetti primari indica che la rete del Welfare ammetta a pieno titolo la presenza della Famiglie come interlocutori informati e competenti sui bisogni del territorio. Infatti, se osserviamo come queste famiglie si muovano, non risulta difficile riconoscere che la collettività è pervasa da un sistema di reti che trae linfa dall’iniziativa dei loro componenti, dai loro orientamenti esistenziali, dalle circostanze e sostanzialmente dal loro bisogno. Inoltre, ci sono le reti secondarie che si realizzano per iniziativa di alcuni membri delle reti primarie per rispondere a propri bisogni o per trovare soluzioni a difficoltà comuni senza che esse acquisiscano per questo uno status di natura istituzionali.

Accompagnare stabilmente i propri figli e quelli di altri a scuola (p.e. il Mobility Game promuove la mobilità sostenibile), scambiare in comodato gratuito i libri di scuola (per contrastare il caro testo scolastico), educare le famiglie all’uso dei pannolini lavabili (per ridurre il pesante impatto ambientale di quelli usa e getta), farsi carico periodicamente di approvigionamenti all’ingrosso (favorisce la crescita dei Gruppi d’Acquisto Solidale), introdurre il servizio di Tagesmutter (dà una risposta flessibile alla domanda di nido) sono esempi di come le famiglie siano in crescente movimento…. Quello che noi suggeriamo, onde evitare derive ‘neo-liberiste’, è la promozione da parte dell’Ente di un ‘contenitore’ o di un ‘luogo’ (Consulta della Famiglia o un Forum permanente) che includa sia le reti primarie che quelle secondarie, grazie al quale si possano offrire servizi innovativi rispondenti alle necessità delle famiglie in un’ottica di valorizzazione di tutte le risorse disponibili, offrendo un coordinamento e un’armonizzazione dell’offerta, ma anche uno stimolo per l’attivazione di nuove risposte alle richieste insoddisfatte.

La rete che assume ‘una certa struttura’ permette le sue ‘gemmazioni’ e così da una pianta ne nasce un’altra, e, proprio come avviene in natura, quest’ultima non rappresenta la clonazione della precedente poiché l’attività sarà basata sulle esigenze individuali e si orienterà secondo le necessità locali. Infine, il nodo molto delicato della formazione alla rete delle famiglie che noi abbiamo sempre identificato nelle scuole dei genitori perchè rappresentano le sedi ideali per far sì che si affrontino, oltre alle questioni educative, quei bisogni che invocano ancora una risposta.

Le Scuole dei Genitori nelle Marche

Blog foto: scuola dei genitori

La Regione quest’estate ha lanciato l’iniziativa delle Scuole dei Genitori, stanziando 200.000 euro per tutti quei progetti, presentati da Comuni ed Associazioni, che ne prevedessero l’introduzione. L’AGE, in collaborazione con il Centro Studi NOSTOS e due Comuni dell’entroterra, con forme e contenuti diversi, ne ha presentati tre.

Il primo, dal titolo LA RETE CHE UNISCE, LA RETE CHE CONFONDE, ripropone l’edizione del 2009 che coinvolse ragazzi, genitori e docenti della Scuola Marchetti. Questo progetto, successivamente, è stato premiato con cinquemila euro dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito del concorso sulla Corresponsabilità educativa Scuola Famiglia.

Le finalità sostanzialmente rimangono due:
-Attenuare il ‘digital divide’, ossia permettere ai genitori di prendere coscienza del fenomeno, perché, considerato che è impensabile demonizzare tali tecnologie, peraltro anche molto coinvolgenti, è indispensabile apprenderle per apprezzarne le potenzialità e ridurne i rischi.
-Creare una sintonia tra Famiglia e Scuola (corresponsabilità educativa) sull’approccio da utilizzare nei casi di eccessiva dipendenza e/o contrastare fenomeni come cyberbullismo, adescamento, o contenuti inappropriati.

Gli altri due, dal titolo I GENITORI A SCUOLA. LA SCUOLA DEI GENITORI, sono più articolati e di durata più lunga, e presentano le seguenti finalità:
-Prendere coscienza del proprio ruolo genitoriale e sviluppare “competenze”
-Sviluppare la rete di solidarietà tra genitori per rompere ‘l’isolamento’ delle famiglie rispetto ai problemi (es. dipendenze).
-Sviluppare la continuità e le coerenze educative tra le famiglie e le strutture educative del territorio (Scuola, Parrocchia, Associazioni sportive, ecc.).
-Verificare la possibilità di costituire “Gruppi di Educazione Genitoriale Permanente in cui i genitori (corsisti) diventano “helpers” o “consulenti genitoriali” per altri genitori.

Le Scuole, che da dieci anni a questa parte l’AGE va proponendo, cercano di evitare che si creino iniziative scollate dal territorio (scuola, parrocchia, associazionismo), cercando di evitare il pragmatismo delle nuove scuole genitori, ossia contenitori di 'istruzioni per l'uso' con nessuna pretesa di continuità e di costruzione di legami significativi tra le famiglie (mutuo-aiuto) e tra queste e l’ambiente in cui vivono.

Dobbiamo effettivamente riconoscere che è la prima volta che un’Istituzione pubblica (Regione Marche) trovi dei soldi per promuovere un’iniziativa così opportuna, e riteniamo che un monitoraggio delle iniziative progettuali sia necessario al fine di offrire alle famiglie le migliori soluzioni formative. Pertanto, auspichiamo che alla fine ci possa essere un momento di verifica e di sintesi, magari con un Convegno, durante il quale potranno essere presentate tutte quelle Scuole che saranno finanziate e realizzate.