Professione Tagesmutter. I risultati del sondaggio sull’utenza

sfondo 2Come avevamo annunciato, nel corso delle ultime settimane abbiamo esplorato la domanda di utenza al momento ignara della possibilità di usufruire prossimamente di un servizio Tagesmutter. Ecco i risultati.

Abbiamo rivolto le domande a tre campioni di utenza potenziale: tutto il personale femminile di un Istituto di Credito, un gruppo di famiglie di una frazione di Senigallia ed uno residente in un Comune dell’interno; altri questionari ci sono arrivati per posta, per un totale di 156. Sotto il profilo informativo abbiamo verificato che circa il 60 % degli interessati non conosce per niente questo tipo di sevizio, mentre la quasi totalità non sa che può includere anche bambini al di sopra dei tre anni. Premesso che la quasi totalità del campione ritiene che la Tagesmutter possa essere una valida soluzione per il tempo lavoro delle mamme, i motivi per cui queste ultime si rivolgerebbero a questo servizio sono due: esigenze di maggiore flessibilità d’orario (47%) ed esigenze pratico-organizzative (52%).

Per quanto riguarda il tempo richiesto per il servizio il 76% risponde che le fasce fino a 3 e fino 5 ore sarebbero quelle più richieste, indicando più un uso integrativo e non sostitutivo degli altri servizi al momento utilizzati. Aggiungiamo che queste fasce oggi vengono coperte con altre figure come i nonni o le babysitter prevalentemente il pomeriggio fino alle 19,00. Alcune curiosità. Tra i motivi per i quali le famiglie sceglierebbero questo servizio non sono mai stati indicati né la rispondenza a particolari esigenze di tipo educativo, né la richiesta di requisiti specifici dell’ambiente domestico in cui la Tagesmutter svolge la sua attività. Superficialità o consapevolezza che le questioni pratiche-organizzative sono più importanti ed urgenti? Nessuna delle due, in quanto la maggioranza delle mamme ha affermato che la conoscenza pregressa della Tagesmutter rimane la migliore garanzia di affidabilità e di qualità educativa del servizio offerto.

Non solo, ma anche la qualità dell’ambiente in cui sono accolti i piccoli fa la sua parte e ve lo testimoniamo con un aneddoto e qualche fotografia. Siamo stati invitati da una mamma che a casa sua si sta organizzando proprio bene: l’ambiente in cui siamo entrati non aveva nulla da invidiare ai servizi nido comunali o convenzionati. Stanze di una casa perfettamente arredate, accoglienti e sicure, che potevano ospitare fino a 5 bambini, in un contesto sociale dove tutti si conoscono e dove le famiglie che hanno figli piccoli non si pongono affatto il problema dell'affidabilità della mamma ospite in quanto la conoscono perfettamente. Tuttavia, con questo non vogliamo sottovalutare l’aspetto professionale del servizio Tagesmutter che rimane una questione di cruciale importanza sulla quale gli organi competenti della regione si dovranno esprimere al più presto. Nel frattempo, stiamo facendo molta fatica a contenere la passione e l’entusiasmo di queste mamme desiderose di investire e di dedicarsi con coscienza e scrupolosità a uno dei servizi più critici e complessi che riguardano la prima infanzia.

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Avviso pubblico per accedere a contributi per servizi socio-educativi per minori

La ProvincProfessione Tagesmutter ia di Ancona ha indetto un avviso pubblico per l’assegnazione di contributi diretti a favorire donne in condizioni di difficoltà economiche in modo da consentirle di accedere a servizi socio-educativi per i minori a loro carico. Questo permetterà una maggiore partecipazione al mercato del lavoro da parte delle donne, consentendo inoltre di migliorare la qualità della vita di quelle che affrontano spesso seri problemi di conciliazione dei tempi tra vita familiare e vita lavorativa.

L’intervento sarà possibile grazie a risorse finanziarie del Dipartimento per le Pari Opportunità della Regione Marche, che le ha trasferite alle Province affinché siano suddivise in proporzione al numero delle donne in condizione di necessità che risultino residenti nei vari Comuni degli Ambiti Territoriali Sociali della Provincia di Ancona . All’Ambito n. 8 di Senigallia (che comprende i Comuni di Arcevia, Barbara,Castel Colonna, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Monterado, Ostra, Ostra Vetere, Ripe, Senigallia, Serra de’ Conti) sarà assegnata una somma complessiva pari a 36.164 euro.

Potranno presentare domanda di accesso ai contributi (nel bando tecnicamente definiti come “voucher per l’acquisto”) le donne che alla data di presentazione delle domande rispondano ai seguenti requisiti:
siano residenti nel territorio o svolgano attività lavorativa negli ambiti territoriali di intervento;
si trovino nella condizione di dover assistere figli disabili o figli minori di età non superiore ai 14 anni compiuti;
risultino lavoratrici dipendenti o autonome, anche con contratto di lavoro “atipico” e/o a tempo determinato, inoccupate/disoccupate che abbiano in corso attività di formazione o una Borsa Lavoro o disoccupate (in questo caso dovranno sottoscrivere un “patto di servizio” con il CIOF per la ricerca attiva di un’occupazione). Tali condizioni dovranno essere opportunamente documentate e supportate da una dichiarazione attestante la difficoltà di conciliazione dei tempi di vita e lavoro;
abbiano una situazione economico-patrimoniale calcolata con il metodo ISEE non superiore a € 25.000 per l’anno 2010, come certificato da un Centro di Assistenza Fiscale.

Il finanziamento potrà riguardare le spese sostenute per i servizi erogati e usufuiti nella seconda metà del corrente 2011, all’interno delle seguenti categorie:
frequenza a servizi di prima infanzia (rette e servizi a pagamento per asili nido, centri estivi, attività extrascolastiche e doposcuola, centri ludico-ricreativi, servizi all’infanzia, scuole materne, ecc.. comprese quelle di baby sitting);
integrazioni rette in caso di assenza dai servizi per l’infanzia per malattia documentata;
frequenza di servizi per periodi di vacanze scolastiche, organizzati da soggetti pubblici e/o privati che abbiano come obiettivo la socializzazione e la gestione dei minori nel periodo estivo;
frequenza presso ludoteche, campi scuola, laboratori, di attività strutturate di socializzazione, di occupazione del tempo libero, organizzati da soggetti pubblici e/o privati;
attività di formazione anche culturale o artistica, diversi dalla frequenza di corsi scolastici, per la cui partecipazione le famiglie debbono sostenere il costo dell’iscrizione e/o della frequenza;
accesso a servizi e prestazioni per figli disabili.

Le domande di ammissione ai contributi del bando dovranno essere formulate entro il termine del 15 novembre prossimo e trasmesse esclusivamente per posta con raccomandata A/R alla Provincia di Ancona, Dipartimento 2° – settore 3° AREA LAVORO, via Ruggeri n. 3 – 60131 Ancona.

Per ulteriori informazioni e/o per reperire copia del bando è possibile consultare il sito internet www.istruzioneformazionelavoro.it o rivolgersi alla Provincia di Ancona – Area Lavoro (dal lunedì al venerdì dalle ore 10,30 alle ore 12,30) ai seguenti numeri telefonici: 071 – 5894422/316/426/878. È possibile anche contattare l’Ufficio servizi Sociali del Comune di Senigallia (tel. 071 – 6629276/441) o consultare il sito internet www.comune.senigallia.an.it.

Professione Tagesmutter

Professione Tagesmutter COSA SIGNIFICA “TAGESMUTTER”?
 

Il termine “Tagesmutter” proviene dal mondo tedesco e significa “Mamme di giorno”. Tale servizio è da tempo molto diffuso nei paesi del nord Europa. In Italia si è sviluppato con caratteristiche specifiche soprattutto nella Provincia Autonoma di Trento,

 

CHI È LA TAGESMUTTER?

 La Tagesmutter è una persona, adeguatamente formata, che offre educazione e cura a bambini di altri presso il proprio domicilio.


LA TAGESMUTTER LAVORA IN CASA PROPRIA?

La Tagesmutter offre il proprio servizio solitamente in casa propria. Anche laddove il servizio si svolge in ambienti extradomiciliari mantiene i requisiti e l’organizzazione di un servizio domiciliare.


LA TAGESMUTTER LAVORA DA SOLA?
 

La Tagesmutter, pur lavorando in casa propria, è in stabile collegamento con l’Associazione che la sostiene e la supporta nel lavoro. L’Associazione garantisce, nei confronti delle famiglie utenti e dell’Ente pubblico, il mantenimento degli standard qualitativi previsti, sia dal punto di vista ambientale che educativo. Infatti deve fornire idonea documentazione sia relativa agli ambienti in cui si svolge l’attività, che alle persone abilitate a tale compito, nonché al progetto pedagogico ed educativo di riferimento.


COSA OFFRE IL SERVIZIO?
 

 – l’accoglienza e la cura di bambini in un ambiente familiare;

 – una figura di riferimento stabile per il bambino e per la famiglia utente, regolarmente retribuita dall’Organizzazione di riferimento, tramite regolare contratto;

 – l’inserimento del bambino in un piccolo gruppo, favorendo un piccolo contesto di socializzazione e il rispetto dei tempi del bambino;

 – la personalizzazione del servizio nel rispetto delle scelte educative della famiglia;

 – la flessibilità d’orario del servizio, concordato secondo le esigenze della famiglia e dei bimbi accolti;

  – un coinvolgimento della famiglia nella definizione della risposta ai propri bisogni e personalizzazione della risposta;

 – la creazione di una rete a sostegno delle famiglie utenti e delle lavoratrici che le supporta

 – in tutti gli aspetti pedagogici e organizzativi della relazione.

  

QUANTI BAMBINI PUÒ ACCOGLIERE UNA TAGESMUTTER?

 La Tagesmutter può accogliere fino ad un massimo di 5 bambini contemporaneamente, compresi i propri figli se presenti nell’orario di servizio. Tale numero è proporzionato alla dimensione della casa che ospita.

 

QUALI SONO GLI ORARI DEL SERVIZIO?

 Il servizio non ha orari predeterminati. Essi vengono concordati all’avvio del servizio tenendo conto delle esigenze della famiglia utente e delle disponibilità della Tagesmutter. Gli accordi vengono formalizzati in un contratto di servizio che garantisce entrambe le parti, definendo impegni e responsabilità.


 QUALI GARANZIE OFFRE?

 – operatrici professionalmente formate e costantemente aggiornate;

  – monitoraggio costante del mantenimento degli standard qualitativi previsti riguardanti la casa e il lavoro delle singole Tagesmutter;

 – disponibilità di un coordinatore a disposizione delle operatrici e delle famiglie utenti;

 – costante verifica delle norme igenico-sanitarie ambientali e della sicurezza delle case in cui si sv
svolge il servizio;

 – trasparenza e condivisione delle regole del servizio;

  – massima flessibilità del servizio rispetto alle richieste delle famiglie utenti.

 

 IL VALORE DELLA CASA

 – la casa è il luogo denso di relazioni e significati in cui si svolge la quotidianità secondo modalità che implicano espressioni affettive, che regolano tempi e spazi della convivenza;

 – è lo spazio familiare in cui il mondo dei bambini e quello dei “grandi” si incontrano;

 – è il luogo in cui sentirsi protetti e, per questo, in cui poter “osare” nuove avventure;

 – è il luogo in cui apprendere le regole sociali in un contesto affettivamente rassicurante;

 – è un ambito in cui anche le famiglie crescono e si incontrano, mutuando modalità e metodologie educative adeguate;

 – è il luogo in cui i saperi educativi si traducono in comportamenti quotidiani

Sul disagio giovanile i Genitori danno una mano a se stessi

La lodevole iniziativa, intrapresa dal Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’ASUR 4 di Senigallia, in collaborazione con le Associazioni “Primavera” e “Camminiamo insieme”, coinvolge tutti coloro che sentono il bisogno di informarsi e di confrontarsi sulle tematiche relative al disagio giovanile.

La risposta delle istituzioni e dell’associazionismo sul fronte della prevenzione sia per quanto riguarda i giovani stessi che le loro famiglie, in termini di progetti ed iniziative, in città, comincia a farsi sentire. Ma mentre il coinvolgimento dei primi sembra più facile da realizzare quella dei genitori comporta veramente tanta fatica. Ma perché? Di seguito riporto una lettera ricevuta qualche mese fa da un genitore che ci spiega forse quali siano i motivi che lo ‘bloccano’ a chiedere qualsiasi genere di aiuto.
 
“…..oggi possiamo vivere un’avventura alla quale non siamo stati preparati. Non sappiamo, infatti, come cavarcela con un figlio di 16 anni che abbiamo scoperto mentre tira una sigaretta o uno spinello. Rimaniamo di sasso quando abbiamo trovato nella sua camera un dvd a luci rosse o una rivista pornografica. Non sappiamo come richiamarlo all’ordine quando si ritira a casa sempre più tardi, compreso il sabato notte mezzo ubriaco. Cadiamo nella disperazione se ci chiamano per dirci che nostro figlio ha lanciato un sasso sull’autostrada per motivi che non sappiamo spiegarci. Cosa è successo? Non abbiamo saputo insegnargli niente per meritarci questi dispiaceri?
In effetti, il modello che ho avuto in mente è sempre stato quello dei miei genitori che comandavano, esigevano ed io ubbidivo. Ma erano altri tempi. Oggi come faccio? Mi è difficile capire quale papà devo essere per affrontare le circostanze che ho appena descritto e, comunque, quando e se succederà la colpa sarà sempre e solo mia perché non ho saputo educare il mio ragazzo. La vergogna e l’imbarazzo mi bloccano, per orgoglio e dignità non riesco a chiedere aiuto a nessuno, rimango isolato e impotente.
Ho avuto modo di partecipare a qualche incontro sulla genitorialità, organizzato dalla Scuola o dal Comune, ma ho trovato solo consigli “esperti” che mi dicevano cosa dovevo o non dovevo fare. Dall’altra parte, ho trovato solo Enti o Associazioni che si prendono cura di quei poveri e sfortunati genitori che si ritrovano con dei figli tossicodipendenti o alcolizzati. Ma di quei genitori che non hanno ancora un “problema”, chi se ne preoccupa? Di quei genitori che vogliono semplicemente dialogare e confrontarsi su quello che succede nella loro famiglia prima che scoppi la disperazione?
In effetti, i sintomi di un disagio li percepisco in casa direttamente o me li comunica la scuola quando il rendimento si abbassa o crolla. Non so se è già troppo tardi e quindi devo aspettarmi il peggio o, a denti stretti, devo aspettare solo che passi trattandosi di una crisi passeggera, tipica dell’età adolescenziale.
Ho provato a parlarne con il mio parroco e lui mi ha risposto che devo confidare in Dio, ho provato a parlarne con altri genitori che normalmente mi rispondono che loro il problema per ora non lo vedono e quindi tutto è sotto controllo (beati loro!); ho provato, infine, a consultarmi con uno psicologo che mi proposto una psico-terapia familiare ovviamente a pagamento.
Io sono certo che la mia condizione di “genitore abbandonato” la vivono in tanti ma nessuno, con coraggio, riesce a dirlo apertamente”.
 
Ecco, io spero che questa testimonianza forte possa aiutare tanti genitori ad aiutare se stessi in questo difficile passaggio della vita dei loro figli, cogliendo l’occasione per partecipare a questo importante intervento sulla prevenzione al disagio. 

AGE Senigallia. Bilancio sociale 2007

Il 17 ottobre presso la Facoltà di Economia dell’Università di Macerata sono stati presentati 15 Bilanci sociali di altrettante Associazioni di Volontariato delle Marche tra cui quelli dell’AGE di Senigallia e l’AGE di Pesaro. (scarica files a sinistra). La consulenza tecnica per la redazione è stata del Centro Servizi del Volontariato delle Marche.