Professione Tagesmutter. I risultati del sondaggio sull’utenza

sfondo 2Come avevamo annunciato, nel corso delle ultime settimane abbiamo esplorato la domanda di utenza al momento ignara della possibilità di usufruire prossimamente di un servizio Tagesmutter. Ecco i risultati.

Abbiamo rivolto le domande a tre campioni di utenza potenziale: tutto il personale femminile di un Istituto di Credito, un gruppo di famiglie di una frazione di Senigallia ed uno residente in un Comune dell’interno; altri questionari ci sono arrivati per posta, per un totale di 156. Sotto il profilo informativo abbiamo verificato che circa il 60 % degli interessati non conosce per niente questo tipo di sevizio, mentre la quasi totalità non sa che può includere anche bambini al di sopra dei tre anni. Premesso che la quasi totalità del campione ritiene che la Tagesmutter possa essere una valida soluzione per il tempo lavoro delle mamme, i motivi per cui queste ultime si rivolgerebbero a questo servizio sono due: esigenze di maggiore flessibilità d’orario (47%) ed esigenze pratico-organizzative (52%).

Per quanto riguarda il tempo richiesto per il servizio il 76% risponde che le fasce fino a 3 e fino 5 ore sarebbero quelle più richieste, indicando più un uso integrativo e non sostitutivo degli altri servizi al momento utilizzati. Aggiungiamo che queste fasce oggi vengono coperte con altre figure come i nonni o le babysitter prevalentemente il pomeriggio fino alle 19,00. Alcune curiosità. Tra i motivi per i quali le famiglie sceglierebbero questo servizio non sono mai stati indicati né la rispondenza a particolari esigenze di tipo educativo, né la richiesta di requisiti specifici dell’ambiente domestico in cui la Tagesmutter svolge la sua attività. Superficialità o consapevolezza che le questioni pratiche-organizzative sono più importanti ed urgenti? Nessuna delle due, in quanto la maggioranza delle mamme ha affermato che la conoscenza pregressa della Tagesmutter rimane la migliore garanzia di affidabilità e di qualità educativa del servizio offerto.

Non solo, ma anche la qualità dell’ambiente in cui sono accolti i piccoli fa la sua parte e ve lo testimoniamo con un aneddoto e qualche fotografia. Siamo stati invitati da una mamma che a casa sua si sta organizzando proprio bene: l’ambiente in cui siamo entrati non aveva nulla da invidiare ai servizi nido comunali o convenzionati. Stanze di una casa perfettamente arredate, accoglienti e sicure, che potevano ospitare fino a 5 bambini, in un contesto sociale dove tutti si conoscono e dove le famiglie che hanno figli piccoli non si pongono affatto il problema dell'affidabilità della mamma ospite in quanto la conoscono perfettamente. Tuttavia, con questo non vogliamo sottovalutare l’aspetto professionale del servizio Tagesmutter che rimane una questione di cruciale importanza sulla quale gli organi competenti della regione si dovranno esprimere al più presto. Nel frattempo, stiamo facendo molta fatica a contenere la passione e l’entusiasmo di queste mamme desiderose di investire e di dedicarsi con coscienza e scrupolosità a uno dei servizi più critici e complessi che riguardano la prima infanzia.

La Settimana di Riduzione dei Rifiuti disconosce l’importanza dei pannolini lavabili

La Settimana di Riduzione dei Rifiuti disconosce l’importanza dei pannolini lavabiliE’ evidente che la questione dei pannolini lavabili ormai non interessa nessuno, Assessore alla Città Sostenibile e CIR 33 in primis, vanificando così il nostro tentativo di voler mettere in rete le Istituzioni locali per una diversa strategia d’introduzione nelle famiglie di un prodotto eco-sostenibile.

La settimana di riduzione dei rifiuti, che poteva essere una buon occasione per svolgere ‘l’azione’, è iniziata, infatti, senza che venisse in alcun modo valorizzata e messa a frutto la proposta della nostra Associazione. L’azione, costruita anche grazie al contributo dei servizi di ostetricia dell’ASUR 4, individuava negli operatori delle strutture sanitarie (pediatriche, ginecologiche, consultoriali) ed educative (asili nido) i destinatari della formazione all’utilizzo dei pannolini lavabili. La messe informativa prodotta negli ultimi anni, anche nella nostra provincia (manifesti, siti web, brochure anche plurilingue) sull’utilizzo del pannolino (tipologie, caratteristiche, qualità, modalità d’uso) ha riguardato molto spesso l’utilizzatore finale, ossia la famiglia. Essendo un prodotto ‘sensibile’ che richiede scelte consapevoli da parte dei genitori, si è pensato che l’azione dovesse, innanzitutto, svilupparsi all’interno di quei contesti dove si instaura un rapporto di consulenza sanitaria, psicologica, educativa con le famiglie dei bambini.

Quindi, dal 21 al 25 novembre, l’azione prevedeva la sensibilizzazione e la condivisione di questo prodotto con gli operatori dei vari servizi, organizzando quattro incontri su:
1) Prodotto. Caratteristiche, tipologie, qualità, marchi, prezzi, a cura di un produttore di pannolini.
2) Pannolini e Ambiente. Confronto tra pannolini usa e getta e quelli lavabili. Costi ambientali e vantaggi economici a cura del CIR 33.
3) Il rapporto con i genitori. Consulenza pediatrica, aspetti psicologici ed educativi a cura di un pediatra.
4) Question Time. I genitori rispondono. L’intervento è a cura di una ‘famiglia esperta’.

L’azione, in definitiva, era impostata con l’obiettivo di formare ‘formatori’ competenti, mettendo a disposizione delle strutture socio-sanitarie anche un certo numero di kit di pannolini da poter poi utilizzare nelle sessioni formative dedicate alle famiglie.
Forse non tutti sanno che nei primi due anni e mezzo di vita del bambino si effettuano circa 5000 cambi, pari a 1 tonnellata di rifiuti indifferenziabili. I pannolini gettati rappresentano fino al 10% di tutti i rifiuti urbani e sono la terza voce in quantità di rifiuti domestici; non sono riciclabili e di difficile smaltimento. L’incenerimento dei pannolini comporta l’emissione di gas tossici mentre nelle discariche impiegano circa 500 anni per decomporsi; qui i batteri e i virus presenti possono diffondersi attraverso insetti e roditori o arrivare a contaminare le falde acquifere. Per produrre i pannolini usa e getta vengono impiegati notevoli quantità di prodotti chimici (plastica, idrogel e sbiancanti). Per garantire l’assoluta impermeabilità vengono adottati materiali sintetici che a causa del loro surriscaldamento provocano la sudorazione della pelle e possibili irritazioni ed allergie. Infine, i silicati e i gel super assorbenti danno una sensazione di asciutto che non permette il riconoscimento del bagnato da parte del bambino ritardandone il rilascio.

Tutte queste caratteristiche diremmo negative i pannolini lavabili non le hanno. Infatti, per quanto riguarda lo smaltimento essi possono essere gettati nell’organico essendo completamente biodegradabili, in più quelli lavabili si riutilizzano fino alla loro definitiva dismissione ed addirittura trasferiti ai fratelli nati dopo.

Professione Tagesmutter

Professione Tagesmutter COSA SIGNIFICA “TAGESMUTTER”?
 

Il termine “Tagesmutter” proviene dal mondo tedesco e significa “Mamme di giorno”. Tale servizio è da tempo molto diffuso nei paesi del nord Europa. In Italia si è sviluppato con caratteristiche specifiche soprattutto nella Provincia Autonoma di Trento,

 

CHI È LA TAGESMUTTER?

 La Tagesmutter è una persona, adeguatamente formata, che offre educazione e cura a bambini di altri presso il proprio domicilio.


LA TAGESMUTTER LAVORA IN CASA PROPRIA?

La Tagesmutter offre il proprio servizio solitamente in casa propria. Anche laddove il servizio si svolge in ambienti extradomiciliari mantiene i requisiti e l’organizzazione di un servizio domiciliare.


LA TAGESMUTTER LAVORA DA SOLA?
 

La Tagesmutter, pur lavorando in casa propria, è in stabile collegamento con l’Associazione che la sostiene e la supporta nel lavoro. L’Associazione garantisce, nei confronti delle famiglie utenti e dell’Ente pubblico, il mantenimento degli standard qualitativi previsti, sia dal punto di vista ambientale che educativo. Infatti deve fornire idonea documentazione sia relativa agli ambienti in cui si svolge l’attività, che alle persone abilitate a tale compito, nonché al progetto pedagogico ed educativo di riferimento.


COSA OFFRE IL SERVIZIO?
 

 – l’accoglienza e la cura di bambini in un ambiente familiare;

 – una figura di riferimento stabile per il bambino e per la famiglia utente, regolarmente retribuita dall’Organizzazione di riferimento, tramite regolare contratto;

 – l’inserimento del bambino in un piccolo gruppo, favorendo un piccolo contesto di socializzazione e il rispetto dei tempi del bambino;

 – la personalizzazione del servizio nel rispetto delle scelte educative della famiglia;

 – la flessibilità d’orario del servizio, concordato secondo le esigenze della famiglia e dei bimbi accolti;

  – un coinvolgimento della famiglia nella definizione della risposta ai propri bisogni e personalizzazione della risposta;

 – la creazione di una rete a sostegno delle famiglie utenti e delle lavoratrici che le supporta

 – in tutti gli aspetti pedagogici e organizzativi della relazione.

  

QUANTI BAMBINI PUÒ ACCOGLIERE UNA TAGESMUTTER?

 La Tagesmutter può accogliere fino ad un massimo di 5 bambini contemporaneamente, compresi i propri figli se presenti nell’orario di servizio. Tale numero è proporzionato alla dimensione della casa che ospita.

 

QUALI SONO GLI ORARI DEL SERVIZIO?

 Il servizio non ha orari predeterminati. Essi vengono concordati all’avvio del servizio tenendo conto delle esigenze della famiglia utente e delle disponibilità della Tagesmutter. Gli accordi vengono formalizzati in un contratto di servizio che garantisce entrambe le parti, definendo impegni e responsabilità.


 QUALI GARANZIE OFFRE?

 – operatrici professionalmente formate e costantemente aggiornate;

  – monitoraggio costante del mantenimento degli standard qualitativi previsti riguardanti la casa e il lavoro delle singole Tagesmutter;

 – disponibilità di un coordinatore a disposizione delle operatrici e delle famiglie utenti;

 – costante verifica delle norme igenico-sanitarie ambientali e della sicurezza delle case in cui si sv
svolge il servizio;

 – trasparenza e condivisione delle regole del servizio;

  – massima flessibilità del servizio rispetto alle richieste delle famiglie utenti.

 

 IL VALORE DELLA CASA

 – la casa è il luogo denso di relazioni e significati in cui si svolge la quotidianità secondo modalità che implicano espressioni affettive, che regolano tempi e spazi della convivenza;

 – è lo spazio familiare in cui il mondo dei bambini e quello dei “grandi” si incontrano;

 – è il luogo in cui sentirsi protetti e, per questo, in cui poter “osare” nuove avventure;

 – è il luogo in cui apprendere le regole sociali in un contesto affettivamente rassicurante;

 – è un ambito in cui anche le famiglie crescono e si incontrano, mutuando modalità e metodologie educative adeguate;

 – è il luogo in cui i saperi educativi si traducono in comportamenti quotidiani

Fiera dell’Artigianato Artistico: AGE e lo studio Zelig


Fiera dell’Artigianato Artistico: AGE e lo studio Zelig Quello che non vi aspettate lo troverete presso lo stand di Alberto ed Enea alla Fiera dell’Artigianato Artistico dal 6 al 10 luglio, dalle 18,00 alle 24,00, sul prato della Rocca di Senigallia (sotto le scalette della piazza – lato EXPO).

Isabel ed Enea dello studio Zelig espongono i frutti del laboratorio di rilegatura artistica, giocattoli in cartapesta e manufatti realizzati in collaborazione con gli utenti disabili dello studio dalle straordinarie capacità manuali. Saranno esposti alcuni complementi di arredo in cartone ondulato di Kubedesign, i quaderni floreali in carta riciclata della Pigna, le caricature di Marco Calcinaro su carta Fabriano, i puzzle d’arte, le chine su legno di Marziano, le pregiate carte da lettera e tante altre piccole cose di valore ecologico ed ambientale.

Inoltre, Ivana da Corridonia, nel pomeriggio di sabato realizzerà soggetti in alto e bassorilievo in plastilina, quindi in gesso o resina, per creare stampi per l'argenteria o semplici pannelli decorativi. Tutte le sere per la gioia di grandi e piccini i “Forbicicchi” di Enea, simpatici piccoli animali realizzati con strisce di cartoncino colorato. Sabato pomeriggio, inoltre, “Un foglio di carta animato” performance animata di figure realizzate con la carta. Se non trovate quello che cercate, ditecelo, l’anno prossimo lo troverete.

‘Tagesmutter Senigallia’, una risorsa innovativa per tutta la comunità


Dalle Istituzioni regionali finalmente qualcosa si muove. L’Assessorato alle Pari Opportunità ha infatti proprio in questi giorni reso disponibili circa un milione di euro per il potenziamento dei servizi per la prima infanzia, tra cui quello delle “Tagesmutter” (Mamme di giorno).

L’Associazione Genitori è da più di un anno che lavora su un progetto da realizzare localmente, in quanto sostiene che la percentuale del 33% di copertura dei servizi per l'infanzia 3-36 mesi a Senigallia, benché rispettabile, non sia nel breve destinata a crescere più di tanto. Pertanto, ci siamo chiesti come sia possibile rispondere alla richiesta di quelle famiglie che per una serie di motivi non riescano ad entrare nelle strutture esistenti e quindi costrette ad ‘arrangiarsi'. La nostra riflessione si è posizionata, quindi, sulla rete parentale e su quella delle conoscenze familiari che spesso sostengono le famiglie quando i servizi non esistono o non sono ancora sufficienti. Una giovane nonna o una zia, un’amica inoccupata che non ha più figli piccoli da accudire, una conoscente che sbarca il lunario facendo la baby-sitter sono alcuni casi da prendere in considerazione per lo sviluppo di una rete di servizi complementari a quelli già esistenti altrettanto qualificata. La nostra ricerca si è focalizzata, quindi, su esperienze straniere (Tagesmutter tedesca) e di alcune italiane come Trento e Roma dove sono state realizzati micro-nidi domiciliari con la presenza di almeno cinque bambini gestiti da una mamma che oltre a guardare il suo bambino si preoccupa di accudire anche di quelli di altre famiglie. Tuttavia, per partire bene bisogna verificare almeno due cose.

La prima è quella di sapere se vi sono alcune mamme che sono interessate ad un’occupazione che concili lavoro e famiglia; la seconda, è quella di verificare se vi sono mamme che, nella ricerca di strutture e personale qualificato, a cui affidare il proprio bambino, cerchino altre mamme preparate a gestire anche altri bambini in un ambiente domestico, in sostituzione e/o in aggiunta ai servizi attualmente erogati dalle strutture pubblico/private. E questo sarà il lavoro dei prossimi mesi, perché solo con l’ausilio di due questionari, uno rivolto alla potenziale utenza e l’altro indirizzato a quelle mamme realmente interessate a formarsi ed effettuare un servizio di forte utilità sociale, potremo sapere se questo servizio sarà realmente richiesto ed offerto. Il risultato di questa indagine conoscitiva sarà riportato nel corso del primo Seminario sull’argomento che avverrà a meta settembre, in seguito al quale, e ce lo auguriamo, faremo partire la prima formazione per Tagesmutter a Senigallia con l’inaugurazione dei primi nuclei di “Mamme di giorno” per la fine dell’anno. Per avere più informazioni sulle Tagesmutter o su quanto si va realizzando a Senigallia scrivere all’indirizzo agesenigallia@gmail.com .

I sacchetti per l’umido, carta riciclata e mater-bi

immagineE mentre Napoli lentamente muore sotto il peso dei rifiuti, sembrerebbe una questione di lana caprina quella che, relativamente alla raccolta dell’umido domestico, porrebbe l’attenzione sulla scelta dei sacchetti di mater-bi o di carta riciclata.

In realtà, i senigalliesi, che già da qualche anno si cimentano bene o male a praticare la raccolta differenziata, probabilmente sono in condizione, più di altre comunità, di apprezzare la differenza di alcuni sistemi di raccolta. Da sei mesi a questa parte, sperimentalmente, sul territorio delle Saline, Montignano e Marzocca sono stati consegnati ai cittadini confezioni di sacchetti di carta riciclata ®Sumus in luogo di quelli abituali di mater-bi (amido di mais). L’esperienza di questi mesi ha avuto diversi riscontri, alcuni positivi altri drasticamente negativi. Addirittura, ne è stata fatta una interpellanza in consiglio comunale con la quale è stata chiesta la cessazione della sperimentazione dei sacchetti di carta in quanto inadatti per la loro piccola dimensione e la scarsa tenuta dei liquidi.

Di contro, le opinioni registrate dagli operatori o ascoltate direttamente da alcuni cittadini non ci sono sembrate così allarmanti e distruttive; anzi, la richiesta specifica del sacchetto ®Sumus si è manifestata più di una volta da parte di molti cittadini presso gli sportelli del CIR. Allora, evidentemente, bisognerà capire quali siano stati i motivi che hanno determinato un giudizio così negativo. Analizziamo, pertanto, le obiezioni sulle caratteristiche dei sacchetti per quanto riguarda la dimensione e la resistenza. Innanzitutto, bisogna specificare che morfologicamente i sacchetti di mater-bi e quelli di carta riciclata non sono esattamente la stessa cosa. I primi si adeguano facilmente alle pareti del contenitore, i secondi, rimanendo rigidi, praticamente s’infilano nel loro contenitore senza possibilità di ulteriori maneggiamenti, con una perdita naturale di spazi utilizzabili. Per far in modo che un contenitore da circa 10 lt, ossia quello utilizzato attualmente dalla nostra utenza, possa contenere un sacchetto di carta è necessario che questo risulti un po’ più piccolo ossia di 7 litri (8 lt quelli di mater-bi).

Quello utilizzato a Pesaro, per esempio, che è di 8 lt (più basso e più largo) risulta idoneo ad un contenitore completamente diverso dal nostro. Per quanto riguarda la tenuta, invece, crediamo che sia mancata completamente una corretta informazione sulle modalità di utilizzo del sacchetto di carta ®Sumus. (Allego l’efficace video realizzato sul tema dal titolo: TRASH FICTION http://www.youtube.com/watch?v=UFCbRt1vzrI). Una sorta di istruzioni per l’uso, insomma, come distendere sempre sul fondo del sacchetto il cartoncino che si trova all’interno, per garantirne resistenza e tenuta; come sgocciolare sempre i rifiuti organici prima di buttarli nel sacchetto; come NON pressare i rifiuti; come spezzettare i rifiuti più voluminosi; come buttare nel sacchetto carta assorbente e tovaglioli sporchi; come avvolgere in carta (ad es. di giornale) gli scarti puzzolenti (residui di pesce, carne, formaggi); come separare sempre gli scarti alimentari dalle confezioni di vetro, plastica, metallo, e così via. Naturalmente con questo non si vuole affermare la validità assoluta del sacchetto in sperimentazione, perché comunque l’esperienza di ciascuno di noi sarà sempre quella che ci farà decidere per l’uno o per l’altro, e la possibilità di scelta sarà per noi una buona occasione per diversificare e qualificare meglio il sistema di raccolta dei rifiuti domestici. 

Il sacchetto di carta Sumus: istruzioni per l’uso e dove trovarlo

SUMUSIl nuovo contributo riguarda il corretto uso del sacchetto di carta per l’umido “SUMUS” e alcune indicazioni su dove è possibile trovarlo.

La presentazione sulle istruzioni per l’uso ci è stata gentilmente concessa da Renato Fancello, Responsabile dello sviluppo prodotti dell’ASPIC, l’azienda che produce il sacchetto. (file.pdf)

Per quanto riguarda, invece, i luoghi, ove è possibile approvvigionarsene gratuitamente (ma solo per i cittadini residenti nei quartieri Saline, Ciarnin, Marzocca e Montignano), sono gli Sportelli CIR di Saline e Marzocca negli orari prestabiliti; mentre i negozi ove è possibile acquistarli a un prezzo molto vantaggioso, sono: EMPORIO ALCATRAZ Via Testaferrata (p.zza Duomo), EDICOLA DEL MARE di S. Tranquilli (Ponte Rosso) LA BOTTEGA DELLA TONINA (Ufficio Postale delle Saline, Via delle Viole)

La progettualità complanare, pannolini ecologici e libri di scuola

Lungo le autostrade dei grandi temi quali l’acqua, i rifiuti, l’energia, la mobilità e i trasporti, l’economia e il lavoro, corre la micro-progettualità finalizzata a creare sensibilità, consenso e partecipazione dei cittadini al cambiamento. Facciamo degli esempi.

I pannolini ecologici. Per diminuire i rifiuti generici del 10% si potrebbe passare dall’usa e getta al pannolino riutilizzabile. In effetti, nei primi due anni e mezzo di vita di un bambino si effettuano circa 5000 cambi, pari a 1 tonnellata di rifiuti indifferenziabili. Inoltre, i pannolini usa e getta sono la terza voce in quantità di rifiuti domestici, non sono riciclabili e di difficile smaltimento (500 anni!).

In città nessuna farmacia vende questi prodotti e solo i negozi specializzati in articoli per l’infanzia ne sono forniti per un gruppo sparutissimo di mamme consapevoli che, oltre al beneficio per l’ambiente, possono risparmiare circa 2000 euro in due anni e mezzo. Certamente, il pannolino usa e getta è comodo e veloce e quindi ‘schiodare’ le mamme da questa certezza non è sicuramente impresa facile.

Quindi, serve una campagna informativa che coinvolga tutte le farmacie, gli esercizi specializzati, i pediatri, i consultori e prevedere, come alcune città stanno già facendo, un contributo comunale per l’acquisto di pannolini lavabili di almeno 100 euro l’anno per tre anni. La ricaduta sulle tasche dei genitori che mettono al mondo un bambino, del Comune sullo smaltimento dei rifiuti e dell’ambiente in generale è del tutto intuibile.

Il comodato d’uso dei libri di scuola. La finanziaria di quest’anno prevede la possibilità,  per risparmiare sui libri di testo, di scaricare gli e-book dai siti delle case editrici. Tuttavia, i metodi tradizionali quali l’utilizzo dei testi nuovi o usati rimangono ancora validi (le norme prevedono una sorta di blocco per cinque anni del rinnovo dei testi e delle adozioni). Già l’anno scorso avevamo individuato e proposto alle autorità scolastiche e comunali un servizio che avrebbe permesso agli studenti di “prendere in prestito” direttamente dalla scuola i libri di testo e restituirli quando non sarebbero più serviti. Ma è rimasta lettera morta.

Anche qui una forte intesa tra famiglie interessate, scuola, comune, librerie è necessaria. Naturalmente, i vantaggi sono evidenti come quello di integrare gli alunni svantaggiati, consentendo la fruizione dei libri di testo a tutti gli alunni, senza distinzione, avendoli a disposizione dal primo giorno di scuola o non appena inseriti nella nuova classe (se provenienti da altra scuola); educare al rispetto del libro per il suo riutilizzo da parte di altri ragazzi e quindi educare ad un diverso modo di studiare evitando di prendere appunti sui libri; educare al rispetto degli altri, alla solidarietà ed al senso di responsabilità; educare al rispetto di un bene, la carta, sempre più prezioso e quindi dell’ambiente; venire incontro alle esigenze economiche delle famiglie, soprattutto quelle in difficoltà nel passaggio dalla scuola primaria a quella secondaria.  

I pannolini lavabili, quali strategie per una giusta introduzione?

In questi giorni la Provincia di Ancona ha varato l’importante iniziativa dei pannolini lavabili che saranno distribuiti ai primi mille bambini nati nel 2010, sulla quale ci sentiamo di fare qualche considerazione.

Nella scorsa campagna elettorale abbiamo parlato spesso degli enormi vantaggi che l’utilizzo di un simile prodotto possa arrecare al sistema dei rifiuti, nonché alle tasche delle famiglie. Tuttavia, avremmo pensato ad una sua diversa strategia di introduzione, trattandosi di un bene di sì facile utilizzo ma che impone una scelta molto consapevole.

Sfruttando l’occasione delle elezioni comunali, abbiamo chiesto ad un certo numero di neo mamme se conoscevano il prodotto e se, soprattutto, l’avevano mai utilizzato. Molte non lo conoscevano, ma in diverse che l’avevano usato, l’avevano presto abbandonato in quanto riferivano che erano molto poco pratici.

La nostra conclusione è che il passaggio dall’usa e getta a quello lavabile non è scontato né automatico, soprattutto perché le neo-mamme quando tornano a casa hanno bisogno, per la propria tranquillità, di prodotti di immediato e facile utilizzo, al di là della propria sensibilità e cultura ambientale. Allora crediamo che qualche correttivo al lancio di un prodotto così ‘sensibile’ andava fatto.

Il canale distributivo. Il progetto prevede che le mamme, dopo aver ricevuto il coupon vadano in farmacia e prelevino il kit di pannolini. In questo caso, avremmo visto più adatte le strutture ospedaliere specifiche o consultoriali, deputate a svolgere un delicato ruolo di accompagnamento delle mamme al parto, alla consegna del primo kit, lasciandone alle farmacie la continuità commerciale.

La formazione. La messe informativa, anche in più lingue, prodotta per il lancio, con la relativa campagna di comunicazione, potrebbe risultare eccessiva e controproducente per un bene che andrebbe ‘spinto’ invece in un ambiente necessariamente più consulenziale. A questo proposito, ci domandiamo se i pediatri, i ginecologi, le ostetriche, i consulenti familiari sono stati coinvolti in questa campagna informativa.

Le Asur e i Comuni. Altre esperienze di questo tipo ci raccontano che le Istituzioni comunali e sanitarie sono state coinvolte a monte in questo progetto, in qualità di nodi di una rete logistica e formativa molto qualificata. Addirittura, alcuni bilanci comunali hanno stanziato delle somme che servissero a ‘regalare’ il primo kit, come sostegno molto apprezzabile alle famiglie ma anche come incentivo ad utilizzare un prodotto che potesse dare sollievo all’ambiente in termini di costi per la raccolta e lo smaltimento.

Il primo kit. Il coupon rilasciato alle famiglie prevede che il primo kit contenga 3 pannolini lavabili (valore 50 euro) ma gli esperti del settore ci informano che i per i primi tempi, dovendo consentire il ricambio continuo (6-8 al giorno), sarebbe necessario un kit di almeno 10-15 pannolini per un valore che, a seconda delle marche, oscillerebbe tra i 180 e i 260 euro.

Sumus, il primo sacchetto per l’umido in carta riciclata

Il sacchetto in carta riciclata SUMUS®, al momento distribuito sperimentalmente presso gli Sportelli CIR di Saline e Marzocca, è un ri-prodotto, realizzato con materiali provenienti al 100% dalla raccolta differenziata.

La realizzazione di imballi alternativi agli attuali che abbiano il minor impatto ambientale possibile pare sia una necessità impellente per la nostra società, per realizzare uno sviluppo ecocompatibile e responsabile. Lo scopo, quindi, è quello di estendere l'impiego dei materiali biodegradabili e compostabili anche agli imballi. Oggi in Italia, inoltre, esistono più di 250 siti di compostaggio che producono migliaia di tonnellate di compost di qualità che arricchiscono i nostri terreni. L'utilizzo del sacchetto in carta migliora la qualità del compost e inoltre apporta vantaggi alla gestione del sito di compostaggio.

Il sacchetto è prodotto dalla ASPIC, Azienda Speciale per il Compost nata nel 2005 per realizzare imballaggi biodegradabili e compostabili per i rifiuti. Nato dall’esperienza scandinava e mitteleuropea con il tempo è stato migliorato in molte parti per permettere all’utenza un più pratico e confortevole utilizzo. Il sacchetto è prodotto con carta riciclata al 100% ed è trattato per essere resistente all’umido (certificazione ISEGA per la compostabilità).

L’utilizzo della carta, a differenza della plastica (mater-bi), consente un notevole passaggio d’aria che permette al rifiuto organico di iniziare da subito la sua fase di compostaggio (il rifiuto si riscalda fino a 45° e l’acqua, anziché percolare, evapora). In questo modo il rifiuto non marcisce e non crea cattivi odori. Questa specialità consente anche di diminuire l’odore del rifiuto conferito al compostatore con minore disagio sociale per la popolazione che risiede nelle zone limitrofe al sito di compostaggio. Infine, il rifiuto organico urbano è generalmente scarso di fibre e ricco di prodotti precotti e grassi. L’utilizzo della carta, quindi, consente di aggiungere una notevole quantità di fibre di lignina (90%) al rifiuto organico urbano, migliorando la qualità del compost finito.

Il sacchetto è dotato di una chiusura ermetica che impedisce alla colla biodegradabile del fondo di aprirsi anche in presenza di forti pressioni e grandi quantità di umido. All’interno del sacchetto viene adagiato un cartoncino che al momento dell’utilizzo viene ribaltato sul fondo. Questo fondello interno consente un maggior assorbimento dei liquidi in sospensione, maggior resistenza del fondo ed una maggiore stabilità del sacchetto aperto. Il problema chiusura non ha bisogno di soluzioni, perché basta accartocciarlo energicamente utilizzando le alette di risvolto.

Infine, questo sacchetto consente un’ottima stampa, con inchiostri anch’essi biodegradabili, grazie alla quale è possibile divulgare tutte le informazioni necessarie ad un suo corretto utilizzo, come la selezione dei materiali organici da immettere oltre che tutti i comunicati sociali che si desidera diffondere.

Il sacchetto Sumus® è già diffuso con successo in realtà quali Roma, Bologna, Torino, Genova, Bolzano, Cuneo, Ancona e Pesaro.