La Tagesmutter e il primo colloquio con la famiglia.

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La scorsa settimana si è svolto, presso la sede dell’AGE, il Seminario dal titolo “Il primo Colloquio con la famiglia”, dedicato all’aggiornamento delle operatrici di nido domiciliare, sia di coloro che sono già iscritte all’albo, sia per coloro che sono interessate al progetto.

Il Prof. Marcucci del Centro Studi Nostos, uno dei relatori dell’incontro, ha approfondito la questione del primo incontro fra l’operatrice domiciliare e la famiglia del bambino sia come genitore singolo che come coppia genitoriale. La finalità è quella di permettere all’operatore di raccogliere tutte le informazioni necessarie per la cura del bambino; è fondamentale dunque essere a conoscenza delle sue abitudini, delle sue esigenze, dei suoi progressi lungo le fasi di sviluppo, delle eventuali malattie già contratte, delle abitudini alimentari, dei ritmi sonno-veglia, delle pratiche di addormentamento, e così via.

Durante il colloquio con il genitore, l’operatore sperimenta su di sé la modalità di relazione che solitamente quel genitore utilizza con il proprio figlio: il genitore molto ansioso, che parla molto e non lascia spazio, che è confuso nel riferire le informazioni che gli vengono richieste; oppure, il genitore silenzioso, che ha poco da dire, che pone poche domande, o che si defila velocemente dall’incontro. Spesso queste modalità relazionali caratterizzano il legame fra quel genitore e il proprio figlio.

Più significativo è, invece, l’incontro con la coppia di genitori, perché questo fornisce all’operatore uno spaccato di vita familiare o comunque permette di osservare quale tipo di relazione intercorre fra i genitori e acquisire ulteriori informazioni circa l’ambiente familiare che circonda il bambino. Infine, se il genitore si presenta portando con sé il figlio, la sola osservazione del loro rapporto può fornire già informazioni molto importanti.

Successivamente, Marcucci ha completato l’intervento sviluppando argomenti di pediatria e di primo soccorso. L’operatore domiciliare, infatti, deve essere in grado, qualora si presenti l’eventualità, di fornire primo soccorso ad un bambino che può sentirsi poco bene. I bambini possono infatti contrarre la febbre, ingoiare dei piccoli giocattoli, portarsi alla bocca i colori, urtare i mobili della casa, soffrire di insufficienza respiratoria. In tutti casi, comunque, l’operatore deve sempre seguire una semplice regola: chiamare immediatamente il 118.

Successivamente sono intervenute la Dott.ssa Boscaro e la Dott.ssa Catani che hanno illustrato ai partecipanti un facsimile del modello con le informazioni che l’operatrice domiciliare deve appunto raccogliere nella fase del primo colloquio.

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