La progettualità complanare, pannolini ecologici e libri di scuola

Lungo le autostrade dei grandi temi quali l’acqua, i rifiuti, l’energia, la mobilità e i trasporti, l’economia e il lavoro, corre la micro-progettualità finalizzata a creare sensibilità, consenso e partecipazione dei cittadini al cambiamento. Facciamo degli esempi.

I pannolini ecologici. Per diminuire i rifiuti generici del 10% si potrebbe passare dall’usa e getta al pannolino riutilizzabile. In effetti, nei primi due anni e mezzo di vita di un bambino si effettuano circa 5000 cambi, pari a 1 tonnellata di rifiuti indifferenziabili. Inoltre, i pannolini usa e getta sono la terza voce in quantità di rifiuti domestici, non sono riciclabili e di difficile smaltimento (500 anni!).

In città nessuna farmacia vende questi prodotti e solo i negozi specializzati in articoli per l’infanzia ne sono forniti per un gruppo sparutissimo di mamme consapevoli che, oltre al beneficio per l’ambiente, possono risparmiare circa 2000 euro in due anni e mezzo. Certamente, il pannolino usa e getta è comodo e veloce e quindi ‘schiodare’ le mamme da questa certezza non è sicuramente impresa facile.

Quindi, serve una campagna informativa che coinvolga tutte le farmacie, gli esercizi specializzati, i pediatri, i consultori e prevedere, come alcune città stanno già facendo, un contributo comunale per l’acquisto di pannolini lavabili di almeno 100 euro l’anno per tre anni. La ricaduta sulle tasche dei genitori che mettono al mondo un bambino, del Comune sullo smaltimento dei rifiuti e dell’ambiente in generale è del tutto intuibile.

Il comodato d’uso dei libri di scuola. La finanziaria di quest’anno prevede la possibilità,  per risparmiare sui libri di testo, di scaricare gli e-book dai siti delle case editrici. Tuttavia, i metodi tradizionali quali l’utilizzo dei testi nuovi o usati rimangono ancora validi (le norme prevedono una sorta di blocco per cinque anni del rinnovo dei testi e delle adozioni). Già l’anno scorso avevamo individuato e proposto alle autorità scolastiche e comunali un servizio che avrebbe permesso agli studenti di “prendere in prestito” direttamente dalla scuola i libri di testo e restituirli quando non sarebbero più serviti. Ma è rimasta lettera morta.

Anche qui una forte intesa tra famiglie interessate, scuola, comune, librerie è necessaria. Naturalmente, i vantaggi sono evidenti come quello di integrare gli alunni svantaggiati, consentendo la fruizione dei libri di testo a tutti gli alunni, senza distinzione, avendoli a disposizione dal primo giorno di scuola o non appena inseriti nella nuova classe (se provenienti da altra scuola); educare al rispetto del libro per il suo riutilizzo da parte di altri ragazzi e quindi educare ad un diverso modo di studiare evitando di prendere appunti sui libri; educare al rispetto degli altri, alla solidarietà ed al senso di responsabilità; educare al rispetto di un bene, la carta, sempre più prezioso e quindi dell’ambiente; venire incontro alle esigenze economiche delle famiglie, soprattutto quelle in difficoltà nel passaggio dalla scuola primaria a quella secondaria.  

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Una scuola a tutto G.A.S.

Si racconta che l’asino di Buridano, trovandosi di fronte a due quantità uguali di fieno, non essendo capace di operare una scelta, muore di fame. La scuola statale italiana, complice la congiuntura economica, complice l’andamento dei conti dello Stato, complice una tendenza ad incrementare il risparmio sul sistema educativo, sembra essersi messa sulla strada dell’asino di Buridano.

Per fortuna il “fieno” lo stanno assicurando, fin che dura, i contributi più o meno spontanei e più o meno consistenti da parte delle famiglie, ma il sistema non potrà continuare a lungo in questa emergenza finanziaria, senza che venga compromesso con il funzionamento, anche l’autonomia delle istituzioni scolastiche. Siamo appena al primo trimestre dell’esercizio finanziario del 2010 e già le casse scolastiche risultano vuote, in attesa di finanziamenti che, quando arrivano, sono ridotti ai minimi termini. Le stesse supplenze vengono assicurate quando si può. Dai numerosi documenti che arrivano dalle scuole e dai dirigenti scolastici emerge una situazione davvero critica, senza considerare i crediti che gli istituti vantano nei confronti dello Stato e dei quali si fa fatica a tenere il conto e ad avere importi attendibili. Siamo alla frutta o meglio alla carta igienica perché anche quella tocca comprare e diciamo che la scuola e la famiglia, ognuna per il suo approvvigionamento, ormai si trovano sulla stessa barca. 

La scuola, per funzionare deve acquistare beni e servizi sul mercato che spesso non è per niente conveniente; le famiglie, per mandare a scuola i loro figli, hanno bisogno di libri e di materiali di consumo che assorbono porzioni di reddito sempre più consistenti. Spesso pensiamo ad un Gruppo di Acquisto Solidale (G.A.S.), in cui sia la scuola che le famiglie agiscano, non più individualmente ma come entità unica, capace, da un lato, di spuntare contrattualmente prezzi più vantaggiosi per tutti, dall’altro, di creare una rete di amicizia e di solidarietà tra le famiglie e con la scuola.  

Collegato a quest’ultimo aspetto, è da qualche tempo che si propone di attivare un comodato d’uso per i libri o per un certo corredo scolastico (grembiuli, zaini, astucci), beni il cui valore sociale ed ambientale non è di poco conto. In particolare, per i libri di scuola riportiamo alcuni aspetti positivi che un tale sodalizio potrà determinare: integrare gli alunni svantaggiati, consentendo la fruizione dei libri di testo a tutti gli alunni, senza distinzione, avendoli a disposizione dal primo giorno di scuola; educare al rispetto del libro per il suo riutilizzo da parte di altri ragazzi e quindi educare ad un diverso modo di studiare evitando di prendere appunti sui libri; educare al rispetto degli altri, alla solidarietà ed al senso di responsabilità; educare al rispetto di un bene, la carta, sempre più prezioso e quindi dell’ambiente; venire incontro alle esigenze economiche delle famiglie, soprattutto quelle in difficoltà nel passaggio dalla scuola primaria a quella secondaria.